CASTELNUOVO IN GARFAGNANA. L'illusione è durata il tempo di una notte appena. Quella trascorsa tra la prova spettacolo di Forte dei Marmi e la prima boucle del mattino. Paolo Andreucci era andato a dormire staccato di quattro secondi netti dalla vetta, dopo aver pasticciato un poco sui due chilometri e spicci che hanno aperto il Tricolore 2018. Ma, di certo, non ci ha perso il sonno. Sapeva benissimo, il campionissimo della Peugeot, che la faccenda si sarebbe fatta seria soltanto il giorno dopo, con i quasi 150 km di speciali che aspettavano lui e il resto della truppa su e giù per la Media Valle e la Garfagnana.

E così, appena si è trattato di mettere le ruote sulle strade vere, Andreucci ha attaccato come lui solo sa fare. Primo all'alba a Massa Sassorosso, primo ancora a Careggine, lontano dai guai nella mini prova all'interno del Ciocco e poi ancora davanti a tutti a Tereglio. Un forcing pressante, pesante, estenuante per tutti gli altri. Come sempre riesce a fare quando sente l'odore del successo, il ragazzo del '65 ha spinto a fondo solo quando era davvero necessario e per il resto ha tenuto un ritmo alto assai, ma senza prendersi troppi rischi.

Ottavo successo per lui al Ciocco e soprattutto un inizio di campionato che suona subito come un pugno in faccia alle speranze degli avversari. Chi si aspettava aria di novità, resterà deluso: nonostante gli Scandola, i Campedelli, i Crugnola e la lunga lista dei tanti che hanno staccato il biglietto per il Tricolore, è ancora Andreucci davanti e di dietro tutti quanti. Altri si sono complicati la vita: Campedelli con un paio di forature che non gli hanno comunque tolto la gioia del podio, Scandola con una prova incolore culminata nel ritiro.

Si salva Andrea Crugnola, che col suo secondo posto conferma di aver iniziato la stagione con la mentalità adatta a fare un gran campionato. Di certo tra il varesino e il romagnolo, sarà una gran bella battaglia, come del resto è sempre stato quando si sono trovati a incrociare i guantoni a parità di vetture.

E dietro? Dietro c'è stato di che divertirsi con la gara offerta dai giapponesi Katsuta e Arai e con la prova più che convincente di Rudy Michelini. Nel Due Ruote Motrici vittoria di Ferrarotti, dopo la foratura di Canzian con cui aveva battagliato per gran parte della gara, mentre tra gli Junior, con l'ufficiale De Tommaso decisamente in ombra, è toccato a Tommaso Ciuffi fare festa davanti ad Andrea Mazzocchi.

La classifica finale del 41. Rally del Ciocco

1. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) in 1.46'02”0; 2. Crugnola-Fappani (Ford Fiesta R5) a 20”8; 3. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) a 29”7, 4. Katsuta-Salminen (Ford Fiesta R5) a 1'37”8; 5. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 1'40”0; 6. Arai-Macneall (Ford Fiesta R5) a 1'44”6; 7. Rusce-Farnocchia (Ford Fiesta R5) a 2'50”1; 8. Panzani-Pinelli (Ford Fiesta R5) a 4'29”9; 9. Gryazin-Fedorov (Skoda Fabia R5) a 4'51”6; 10. Santini-Romei (Skoda Fabia R5).