CASTELNUOVO IN GARFAGNANA - Parcheggia la sua Swift che odora ancora di nuovo e scende con un sorriso grande così. Manca qualche minuto prima di infilarsi nel controllo orario che precede il riordino di metà giornata al Rally del Ciocco e Stefano Martinelli ha voglia di raccontare. Porta al debutto la nuova Suzuki Swift Booster Jet il Campione Italiano in carica della R1 e il primo approccio con l'ultima nata della fortunata dinastia di vetture da Trofeo, per ora lo soddisfa assai: “La sto scoprendo curva dopo curva – confessa il pilota toscano che alla fine ha chiuso 4. tra gli iscritti al campionato e 2. nel Trofeo Suzuki – e mi sto rendendo conto che ha davvero un grandissimo potenziale”.

Il confronto tra vecchia e nuova vettura lo stimola, così come quello tra Costruttori nel campionato riservato alle piccoline, che anche in questa stagione oppone Renault a Suzuki, nuova Twingo contro nuova Swift. C'è spazio e gloria pure per loro, che lottano, sgomitano, accelerano e intraversano anche con meno della metà dei cavalli dei primissimi.

Ma in discesa si lanciano col cuore oltre l'ostacolo e pennellano traiettorie millimetriche, per sfruttare fino in fondo le possibilità offerte dalle loro vetture: “La nuova vettura ha un assetto mostruoso, un limite altissimo che ti consente di osare davvero tanto, soprattutto sul veloce. In salita e nei tratti più tortuosi forse la vecchia vettura è ancora più efficiente, ma nei tratti veloci davvero non c'è storia, questa va molto ma molto più forte”. Così Martinelli è ottimista in vista della stagione che s'annuncia lunga e combattuta: “Scegliere la vettura nuova, tutta da sviluppare, è una sfida che dobbiamo e che vogliamo vincere – dice – una sfida in cui abbiamo voluto coinvolgere anche l'AISM di cui sempre ammiriamo l'impegno e il lavoro”.

Poco più in là Sara Baldacci, sua compagna d'abitacolo, interviene decisa: “Digli pure la verità – sorride – che in fondo siamo qui anche per questo”. È una forza della natura la navigatrice toscana, che convive con la Sclerosi Multipla e che la affronta a viso aperto: “La malattia c'è e non ne ho mai fatto mistero – si confida – ma grazie alla ricerca, alle cure e all'impegno sono qui in gara. Voglio che il mio sia un messaggio di speranza e di ottimismo per tutti: mai mollare e mai smettere di combattere per ciò che sia ama”.