SANREMO. Tutto in 34 chilometri: dopo una notte e un'altra mezza giornata di lotta col coltello tra i denti, dopo secondi rubati e secondi guadagnati, dopo sogni che per alcuni si sono fatti reali e che per altri si sono trasformati in incubi, il Rally di Sanremo numero 65, quello andato in scena esattamente 90 anni dopo a sua prima volta, si è deciso con una sfida all'ultimo metro dell'ultima prova speciale, come se tutto quello che c'era stato prima non avesse fatto che preparare il terreno per il gran finale.

Dall'unione delle tre prove del mattino, Testico, San Bartolomeo e Colle d'Oggia, gli organizzatori capitanati da Sergio Maiga hanno tratto gli ingredienti per la sceneggiatura del finale thrilling. In cinque si sono presentati al via dell'ultima speciale con in macchina il proprio obbiettivo pericolosamente pronto a tramutarsi in rimpianto. Paolo Andreucci davanti a tutti sin dal primo metro, a doversi far bastare i 13”3 di vantaggio su Campedelli prima delle ultime stoccate. E poi il romagnolo, a sua volta preso tra la voglia di tentare il colpaccio e la necessità di guardarsi le spalle da Andrea Crugnola, distante meno di 6” appena.

E poi ancora Umberto Scandola, con la voglia matta di mettersi ancora una medaglia al collo e il fiato di Andrea Nucita quasi sul collo. In cinque per tre posti sul podio, in cinque anche, numeri alla mano, per portarsi a casa la vittoria in una gara che vale (quasi una stagione). Tensione, altissima. Di quelle da dare la scossa oppure da illuminare d'un bagliore accecante un finale da ricordare o da scordare in fretta per non restarne intossicati.

Esaltante per Paolo Andreucci, capace di concedere soltanto qualche secondo a Campedelli e di portarsi così a casa il suo sesto Rally di Sanremo, nonché il quarto consecutivo, andando così a battere nella classifica di edizioni vinte di fila due nomi come quelli di Miki Biasion e Gilles Panizzi. Luce forte pure per Campedelli, che cresce ancora dopo l'esordio del Ciocco e conferma di essere diventato uomo da campionato, buio pesto invece per Andrea Crugnola, che nell'ultimo assalto ha pizzicato una gomma lasciando a bordo strada il podio e punti che sarebbero stati pesanti assai. A chiudere il podio è stato così Umberto Scandola, decisamente a suo agio nella prima parte di gara corsa sull'asfalto umido e poi capace di tenere la barra dritta quando le condizioni si sono fatte meno facili per le armi a sua disposizione. Buon quarto Andrea Nucita, ancora una volta battitore libero e non iscritto al Tricolore, capace comunque di aggiungere pepe a tutta la faccenda.

La classifica finale del 65. Sanremo Rallye

1. Andreucci-Andreussi in 1.40'34”7; 2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) a 9”7; 3. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia R5) a 50”7; 4. Nucita-Vozzo (Hyundai i20 R5) a 1'08”6; 5. Gryazin-Fedorov (Skoda Fabia R5) a 2'58”1.