CEFALU' - Per un pilota siciliano c'è prima di tutto lei, la Targa. Da più di un secolo, da 102 edizioni a oggi, per chi è nato sull'isola e gode a maneggiare il volante di un'auto da corsa, la corsa ideata da Don Vincenzo Florio rappresenta il sogno che vale una carriera. E se il sogno si tramuta in realtà quando a 28 anni sei ancora una delle più belle speranze del rallismo tricolore, ecco che allora tutto diventa quasi magico.

Lo sa bene Andrea Nucita, che sul traguardo di Cefalù ha alzato la sua prima Targa al termine di una gara difficilissima e perfetta. In condizioni che hanno messo in crisi praticamente tutti, compreso sua maestà Paolo Andreucci che su queste strade ha trionfato per ben dieci volte, il pilota di Santa Teresa Riva è stato semplicemente perfetto. Mai una sbavatura, mai un'incertezza, nemmeno quando si è trovato con le scarpe meno adatte sul fondo reso viscido dalla pioggia. Un successo netto, limpido, pesante.

La prima vittoria di Nucita in una gara valida per il Tricolore, la prima vittoria della Hyundai i20 R5 sulle strade dell'Italiano. E poco importa che né il pilota né la casa siano iscritti al campionato, ché vergare il proprio nome nell'albo d'oro della corsa più antica del mondo ha un valore che supera quello di qualsiasi classifica. Per una volta dietro hanno chiuso Paolo Andreucci e la Peugeot: il garfagnino ha accarezzato a lungo l'idea di portarsi a casa la sua undicesima Targa Florio, ma un piccolo errore nel secondo passaggio a Cefalù gli ha saggiamente consigliato di badare ai punti – pesantissimi – del campionato più che all'ennesima vittoria in battaglia.

Già, perché se Umberto Scandola da parte sua sorride, con un terzo posto per il quale alla vigilia avrebbe messo una gran bella firma, sono lacrime quelle che rigano le espressioni siciliane di Andrea Crugnola e Simone Campedelli. Il primo ha suo malgrado dovuto alzare bandiera bianca sin dal mattino, tradito dalla rottura di un mozzo, mentre il secondo si mangia le mani per un errore commesso all'inizio del secondo giro di prove, quando era lì a giocarsi la medaglia d'oro proprio con Nucita e Andreucci. Quarto e felice l'altro idolo di casa, Totò Riolo, che ha chiuso davanti a un bravissimo Panzani. Vittoria nel Tricolore Junior per De Tommaso, lesto ad approfittare dell'errore nel finale di Ciuffi, che aveva invece tirato il gruppo per tutta la giornata.

La classifica finale della 102. Targa Florio: 1. Nucita-Vozzo (Hyundai i20 R5) in 1.37'40”7; 2. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) a 19”2; 3. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia R5) a 52”4; 4. Riolo-Rappa (Skoda Fabia R5) a 1'33”1; 5. Panzani-Pinelli (Ford Fiesta R5) a 1'46”2; 6. Scattolon-Zanini (Skoda Fabia R5) a 2'10”2; 7. Michelini-Castiglioni (Skoda Fabia R5) a 2'20”9; 8. Rusce-Farnocchia (Ford Fiesta R5) a 2'24”0; 9. Testa-Bizzocchi (Ford Fiesta R5) a 3'14”3; 10. Pollara-Princiotto (Peugeot 208 T16) a 4'48”3.