San Marino - “Direi che abbiamo fatto una bella gara, no?” Si stringe nelle spalle e sorride, Daniele Ceccoli. A chi gli chiede che effetto faccia, prima dell'ultimo giro di prove e mentre ha già saldamente in mano la faccenda, guardare tutti dall'alto in una gara del Tricolore, il pilota di San Marino risponde a modo suo. Umiltà pura quella di un ex ragazzo che non ha mai smesso di accelerare e che finalmente riesce a portarsi a casa una vittoria che vale tanto davvero. Un successo che lo ripaga di troppe sfortune e troppe amarezze mandate giù in passato, un successo anche più importante del Trofeo Rally Terra sollevato nel 2016.

Ha vinto e convinto Ceccoli in un'edizione del San Marino che, numeri alla mano, verrà ricordata come una delle più dure. Un rally difficile e selettivo, che ha fatto “vittime” importanti. Fuori dai giochi subito Andrea Crugnola, dopo una toccata. Fuori dalla lotta della vittoria alla fine del giorno uno Umberto Scandola, a maledire la rottura di un cerchio. Fuori, di prima mattina il giorno dopo, pure Paolo Andreucci che ha lasciato la sua 208 azzoppata nel primo giro a Sestino. E poi tutta una serie di errori ed omissioni che di fatto hanno svelato un storia assai diversa da quella immaginata alla vigilia.

In tutto questo Ceccoli ha fatto quel che sa fare e lo ha fatto al meglio. Senza sbagliare niente, senza lasciare niente. Ha vinto lui e non hanno perso gli altri, insomma. Ci ha provato finché ha potuto, Simone Campedelli, a levargli la medaglia d'oro dal collo, ma pure per il ragazzo d'arancione vestito, storia non ce n'è stata. Il cesenate si porta a casa un secondo posto che va bene per scacciare i fantasmi dei due stop rimediati nelle ultime gare, ma che non bastano a riaprire davvero il Tricolore.  Dove Andreucci, pure a zero all'ombra del Titano, è e resta sempre più leader.

Discorso diverso nel Tricolore Terra, dove la vittoria di Ceccoli e il secondo posto – tra gli iscritti alla serie - di Marchioro (bravissimo, pure lui, a fare il meglio con quello che aveva a disposizione), uniti all'errore di Costenaro, rimescolano completamente le carte e promettono una seconda parte di stagione tutta da gustare.

La classifica finale del 46. San Marino Rally:

1. Ceccoli-Capolongo (Skoda Fabia R5) in 1.30'03”9;  2. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) a 12”0; 3. Marchioro-Marchetti (Skoda Fabia R5) a 42”0; 4. Pietarinen-Raitanen (Peugeot 208 T16) a 1'28”3; 5. Trentin-De Marco (Skoda Fabia R5) a 1'41”3.