Specialista in imprese, si prega di non disturbarlo per nient’altro. Sebastian Loeb è tornato a vincere nel WRC, ha riportato Citroen al successo, al Catalunya, domenica scorsa, e annuncia quella che sarà la prossima sfida. Resta un “discorso a metà”, quello con la Dakar. Tre edizioni corse, l’amaro in bocca del ritiro al quale è stato costretto lo scorso gennaio, il secondo posto del 2017 quale miglior risultato. Sarà di nuovo ai blocchi di partenza dell’edizione 2019, tutta in terra peruviana, 10 tappe per 5.000 chilometri in gran parte tra le dune sabbiose, quelle che interruppero il sogno nell’edizione alle spalle.

Qual è l’impresa da inseguire? Vincere la sua prima Dakar e farlo da pilota privato. L’ultimo a riuscirci, nel 2000, Jean Louis Schlesser, al volante del suo buggy motorizzato Renault. Correrà con una Peugeot 3008DKR 2017, gestita dal team PH Sport, col quale affronterà il primo test in vista della trasferta sudamericana nel mese di dicembre.

“Nel corso della mia carriera sono sempre stato considerato il favorito; sebbene sia ovviamente motivato a lottare per vincere, è anche importante divertirsi, così sarà una sfida fantastica correre la Dakar 2019 con Daniel da outsider privati. Sono pronto a provarci, è un po’ come le mie tre uscite quest’anno nel WRC, nelle quali il successo era ben lontano dell’essere garantito”, ha raccontato Loeb.

Troverà gli avversari “storici”, ex compagni dello squadrone ufficiale Peugeot, ora tutti su MINI di X-Raid, da Peterhansel a Sainz, fino a Despres, con Nasser Al-Attiyah ancora su Toyota Hilux. “Questi nomi saranno tutti rivali forti, non potrò correre con la 3008DKR Maxi più larga di quest’anno per le ultime novità regolamentari, perciò correremo con la macchina larga 2 metri e 20 dell’anno prima, forse con piccoli sviluppi sul motore, simile a quello di quest’anno”.

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Si proietta alla sfida che troverà dal 6 al 17 gennaio prossimo, con l’obiettivo di affinare guida e navigazione nelle condizioni particolari che tracceranno il 70% del percorso della Dakar 2019: “Le dune mi piacciono, la cosa fondamentale sarà non restarci bloccato. Lavorerò su questo aspetto nel corso del test e ci sarà anche del lavoro per Daniel, poiché la navigazione tra le due è davvero difficile e insidiosa. Ho preso la decisione di correre la Dakar all’ultimo minuto, ma sono affamato e andrò a caccia della vittoria.

Ci mancherà probabilmente un po’ di preparazione rispetto agli altri, allo stesso modo non ho dimenticato tutte le cose imparate negli ultimi tre anni. È un’avventura che non vedo l’ora di rivivere”.