Sarà la Dakar più dura di sempre. O perlomeno la più massacrante dell’era sudamericana. E se a dirlo è Marc Coma, cinque volte vincitore (in moto) del rally raid più famoso del mondo, è lecito attendersi grandi cose. Lo scorso anno era stato nuovamente il re della Dakar, Stephane Peterhansel, ad apporre il suo sigillo al volante della Peugeot, al termine di due settimane ricche di colpi di scena. 

Ma anche quest’anno la Dakar promette bene: la partenza è il 2 gennaio, non più da Rosario ma (grande novità), da Asuncion, capitale del Paraguay, new entry e 29° paese a ospitare il raid. Poi oltre 9 mila km di montagne alte anche 5000 metri, deserti infuocati e sconfinate pianure, attraversando la Bolivia e l’Argentina, prima del traguardo di Buenos Aires. Tra i favoriti ci sono sempre loro, il dream team Peugeot, con Peterhansel, Loeb, Sainz e Despres al volante delle nuove 3008 DKR. A contendere loro il successo, le Toyota Hilux di Giniel de Villiers, Nani Roma (vincitore nel 2004) e di Nasser Al Attiyah, il principe del deserto già due volte in trionfo alla Dakar.

Poi ci sono le Mini del Team X-Raid che, orfano proprio di Al Attiyah, cerca il 5° trofeo da mettere in bacheca puntando sul finlandese Mikko Hirvonen (4° all’esordio lo scorso anno), “Orly” Terranova, Yazeed Al Rahji e Bryce Menzie, star statunitense famosa per i suoi record di salto in lungo in auto. Tra gli italiani in gara gli esperti fratelli De Lorenzo su Toyota (31esimi all'edizione 2005), gli esordienti Tassi e Catarsi (Ford), Scandola e Fossa' (Ford) e il veterano Stefano Marrini affiancato da Stefano Rossi. Da segnalare anche il ritorno di un'auto italiana in gara, la Panda, la nuova PanDakar di Orobica Raid (vedi video in basso). “Ci aspetta una Fiesta Fenomenal” ha annunciato un entusiasta Étienne Lavigne durante la conferenza di presentazione tenutasi come da tradizione a Parigi. Che l’odissea abbia inizio.