La Paz - La bomba dialettica alla fine è scoppiata. E Sven Quandt, boss del team X-raid, nume tutelare dell'armada Mini e veterano di 25 Dakar non le manda certo a dire ai rivali della Peugeot nonché, indirettamente, all'organizzazione: "Molto semplice. In una Dakar nella quale la navigazione è ancor più fondamentale del solito, la Peugeot ha a disposizione più informazioni di noi e questo fa chiaramente la differenza. Con ció non voglio certo dire che le Peugeot non siano okay, anzi, sono validissime ma il punto è un altro. Accadono cose poco giuste".

A nulla vale chiedergli se il suo è un semplice sfogo off record o una presa di posizione ufficiale: "Parlo perché ho le ragioni per parlare. Che poi sarebbero queste: ci sono tre persone strettamente collegate sia alla Peugeot che all'organizzazione. Uno è un copilota, due sono addetti alle mappe. C'è poco da fare, la squadra francese per questo è in una posizione diversa dalla nostra e non va bene".

Okay, Sven. Opinione chiara. E quindi? "Quindi per stavolta va così. Il problema di navigazione che ha messo nei guai due giorni fa il nostro pilota Hirvonen, si inquadra in questo panorama. È una realtà che va accettata ma non taciuta".

Questo cosa vuol dire per il futuro? "Alla Dakar tra le auto il 10% dei competitors è fornito da noi. Se per l'avvenire le cose non cambieranno, la Dakar stessa perderà molti validi concorrenti. Lascio agli altri le conclusioni".

Lei fa parte di questa corsa da un quarto di secolo. Ha rimpianti? "Prima c'era più sport e meno politica; alcuni ne ho".

Questa sembra la Dakar di pioggia e fango. Va bene così? "Non molto. In Bolivia ci sono due mesi di piogge: gennaio e febbraio. Se l'organizzazione sceglie tappe su tracciati potenzialmente fangosi, non è sfortuna ma un problema evitabile. Su un terreno duro e pietroso tutto ció non sarebbe mai successo. Comunque le neutralizzazioni sono state giuste, nulla da dire su questo".

Quandt, quale sarà il momento decisivo della Dakar 2017? "In Argentina, a due-tre giorni dalla fine si disputeranno tappe determinanti come non mai".

E le Mini? "Diciamo che a questo punto per noi un podio è possibile".