UYUNI (BOLIVIA) - "La differenza tra Wrc e Dakar? Semplice. Con le Wrc devo andare più veloce che posso, sempre, mentre qui si tratta di navigare, che molto spesso e' una cosa ben diversa da correre".

Mikko Hirvonen, oltre a essere la punta di diamante delle Mini alla Dakar, resta anche un pilota dale idee molto chiare: "Il nuovo regolamento con way point control o mascherati che dir si voglia pone delle problematiche nuove e difficili. Per esempio, io tre giorni fa sono entrato nel letto di un fiume secco, l'ho seguito per 30 metri di troppo e mi sono ritrovato a perdere 40 minuti. Non posso farci nulla, sono cose che capitano".

Là davanti le Peugeot sfrecciano, con Peterhansel che continua a fare da battistrada di un'incollatura sull'extraterestre Loeb, compagno di squadra scomodo e tutt'altro che incline ad accontentarsi di un piazzamento d'onore: "Per me, onestamente che vinca l'uno o l'altro non fa differenza, cosi' come non mi interessa se Peugeot presto o tardi dara' ordini di scuderia. Sono focalizzato sulla mia gara. I quaranta minuti persi per il problema di navigazione sono tanti e sono pochi.Io dico che tutto ancora puo' succedere, anche se un terzo posto finale potrebbe essere un piazzamento anche giusto".

Quanto alle Peugeot, Hirvonen svela un particolare interessante, sui rivali: "Ovviamente l'organizzazione della squadra francese non si discute, i piloti neppure, in ogni caso la loro vettura rispetto alla nostra può contare su di un vantaggio di velocità di punta di almeno 15 km/h, che non è neanche pochissimo".

E l'altro grande problema per Mikko risiede altrove: "Il fango. Ho passato piu' tempo sul fango che sull'asciutto in questa edizione e non e' un bene, perche' la Dakar deve essere una gara prevalentemente secca. Altrimenti gli annullamenti delle speciali o gli accorciamenti sono all'ordine del giorno e il mio team, che schiera la macchina più affidabile ma non la piu' prestazionale, ha bisogno che i tapponi lunghi restino integri per giocarsi le sue carte fino in fondo, anche se non sta succedendo esattamente questo. In ogni caso, se anche oggi ho perso 5 minuti dai battistrada non mi preoccupa. Bisogna ricordare che alla Dakar puo' succedere di tutto e prima o poi anche i rivali piu' agguerriti potrebbero avere problemi e tutto potrebbe ribaltarsi. Io credo che la corsa abbia assunto una sua fisionomia, ma fino all'ultimo restate in preallarme per eventuali sorprese. Il mio compito specifico, a questo punto, è sapere approfittare di eventuali problemi dei piloti al top, equipaggi Peugeot su tutti".