Torna in Perù dopo 5 anni la Dakar edizione 2018, la 40esima da quando il raid più famoso del mondo (e anche una delle gare motoristiche più note in generale) ha iniziato la sua storia in Africa, prima di "emigrare" in SudAmerica 10 anni orsono. Il ritorno sul lato affacciato al Pacifico comporterà una maggior presenza di dune: un fattore che non solo renderà più evocativa la competizione, ma comporterà anche maggiori difficoltà per i concorrenti (7 tappe saranno completamente fuoristrada). Ciò dovrebbe favorire i veterani della gara, come il plurivincitore Stephane Peterhansel, a scapito dei "rallisti" come Carlos Sainz o Sebastien Loeb, per i quali quest'anno potrebbe essere l'ultima possibilità dato che lo squadrone Peugeot non tornerà nel 2019.

Partendo da Lima questo sabato 6 gennaio per concludersi il prossimo sabato 20 gennaio, il percorso si snoderà per circa 9000 km totali suddivisi in 14 stages, attraversando Perù, Bolivia e Argentina fino a Cordoba. È inoltre prevista una giornata di riposo a La Paz, venerdì 12 gennaio. I 337 concorrenti si dividono tra 105 auto (side-by-side compresi), 42 camion e 190 moto/quad: oltre alle classiche difficoltà della guida off-road, dovranno affrontare anche quelle legate all'altitudine, dato che per 5 giornate si correrà sulle Ande a oltre 3.000 metri di quota. Tra questi partecipanti, troviamo 78 debuttanti e 11 donne, ma anche tre equipaggi italiani: quello di Marco Piana e quello toscano di Stefano Marrini (entrambi su Toyota) più il buggy Ford di Eugenio Amos.

La prima tappa sarà un "appetizer" rispetto alle altre che seguiranno, con i suoi soli 31 km di "speciale" su 273 complessivi. Si parte appunto da Lima per arrivare a Pisco, dove si svolgerà uno stage cronometrato circolare. Il percorso è praticamente al 100% sabbioso e presenta alcune impegnative parti in discesa, quindi non va sottovalutato e potrebbe già cominciare a tradire i concorrenti meno esperti.