Il fascino della Dakar è anche nella sua imprevedibilità. Che tramuta il trionfo in disgrazia (in senso figurato, fortunatamente) nel tempo di un amen. E se al termine della quarta tappa il vincitore di giornata Sebastian Loeb era tra i favoriti al successo finale, oggi la situazione è completamente cambiata. E il 9 volte campione del mondo è destinato a non tagliare il traguardo di Cordoba, in Argentina, mentre il compagno di squadra Stephane Peterhansel vince la tappa  San Juan - Arequipa e guida saldamente la classifica

Loeb è rimasto fregato dalla sabbia e come se non bastasse il suo copilota, Daniel Elena, si è infortunato al coccige. Nulla di grave ma abbastanza seriamente da dover gettare la spugna. Una giornata nera per il Cannibale, che ha commentato: “La sabbia era estremamente cedevole. Siamo rimasti bloccati una prima volta ma siamo riusciti a ripartire. In un secondo momento abbiamo visto un’altra macchina bloccata su una cresta. Stavamo seguendo Nasser, l’abbiamo visto andare via, abbiamo cercato di stargli dietro ma non ho visto una buca oltre la cresta. E ci siamo volati dentro. Abbiamo aspettato un camion che un camion ci tirasse fuori...” Sulle condizioni del copilota, la descrizione di Loeb descrive al meglio la situazione: Nonostante andassi a 30 all’ora urlava dal dolore”.

Lo squadrone Peugeot perde dunque un grande protagonista ma rimane al vertice grazie a Peterhansel, autore di un’altra prestazione magistrale, che ha preceduto le Toyota di Ten Brinke e De Villiers. Quarto posto di tappa per il veterano Sainz sulla 3008 Dkr Maxi numero 303, a precedere la Hilux numero 310 di  Nasser Al Attiyah, che paga un ritardo di oltre 24 minuti da Peterhansel, sempre più leader della corsa.

Domani, 11 gennaio, la carovana partirà da San Juan in direzione La Paz, lasciando il Perù per la capitale della Bolivia. Una giornata caratterizzata da un trasferimento di 447 km e 313 km di speciale, costeggiando il Lago Titicaca.