Era scritto. Ormai da giorni, nonostante le accese rimostranze di Kees Koolen, Carlos Sainz era il favoritissimo per la vittoria del 40° Dakar Rally. A 55 anni l’ex campione del mondo Wrc, impresa di per sé arrivare al traguardo finale, ha saputo usare il piede e la testa, centrando il secondo successo in carriera. Dando gas senza pietà quando occorreva e gestendo il vantaggio accumulato con strategia da vero conquistador. Mentre altri blasonati avversari affondavano nella sabbia sudamericana, come il compagno del team Peugeot, Stephane Peterhansel, e l’olandese della Toyota, Ten Brinke. Senza contare Sebastien Loeb, altro leone del dream team Peugeot, prematuramente fuori dai giochi.

A proposito di Toyota, grande coprotagonista dell’edizione 2018, l’ultima speciale è stata agguantata da Giniel De Villiers, il migliore nell’ultima speciale di 120 chilometri disputata a Cordoba. Il sudafricano, al volante dell’Hilux n. 304, ha preceduto la 3008 Dkr di Peterhansel di 40”, seguita dalla Toyota n. 301 di Nasser Al-Attiyah a un soffio dal francese. Il Principe del Deserto, al pari di Mr Dakar, può considerare un successo la propria partecipazione al raid: dopo aver vinto le ultime due tappe ha cercato il successo anche nell’ultima cronometrata.

Quarto e quinto tempo di giornata per altre due Toyota, pilotate rispettivamente dall’argentino Alvarez e dall’olandese Van Merksteijn; sesto il polacco Przygonski sulla prima delle Mini, la grande sconfitta di questa edizione della Dakar. Nono tempo, preceduto dalla Ford di Prokop e dalla Toyota di Alpern, per il vittorioso Sainz, che ha chiuso il raid con un vantaggio di 43 minuti su Al-Attiyah. Terzo sul podio finale De Villiers, che ha strappato la posizione a Peterhansel dopo l’incidente nel 13° stage. 

Terzo successo consecutivo, dunque, per la Peugeot nell’era sudamericana della Dakar. L’ultimo: la casa del Leone ha già annunciato il ritiro, ci si augura momentaneo. “Sono così felice – ha commentato subito dopo il traguardo “El Matador” Sainz -, di aver vinto dopo quattro anni con Peugeot. Loro hanno già vinto due volte ma penso di aver meritato questo successo perché ho messo molto di me in questa macchina. Ho avuto alti e bassi ma ho sempre dato il meglio. Specialmente in questo rally, che è stato molto, molto duro. E’ stata una gara a chi commetteva meno errori. Non so se tornerò il prossimo anno. Ora voglio tornare a acasa, parlare con mia moglie e la mia famiglia, poi vedremo”.