Dura appena 38 chilometri la terza frazione alla Dakar 2019 di Carlos Sainz. Appena il tempo di iniziare i 331 km cronometrati in programma di una prova speciale dura, complessa nella navigazione, insidiosa. E l’insidia che mette fuori dai giochi per un buon risultato la MINI del pilota spagnolo si cela in un fosso, dal quale il buggy esce con la sospensione anteriore sinistra danneggiata.

“Sono molto deluso, stavamo procedendo a un buon ritmo, senza attaccare a fondo. Siamo entrati in un fosso che, a nostro avviso, avrebbe dovuto essere segnalato nel roadbook”, racconta Sainz a Marca. Ben 4 ore e 20 minuti di ritardo da Peterhansel una volta ad Arequipa. Le operazioni per rimettere in sesto l’avantreno della MINI sono state lunghe e potrebbero non essere garanzia di prosecuzione del raid, alla vigilia della tappa marathon.

“Ho dei dolori al collo, domani (oggi; ndr) deciderò se continuare ad aiutare la squadra o meno, a seconda delle mie condizioni fisiche”. Poter contare sull’equipaggio Sainz-Cruz è comunque un supporto importante per gli altri alfieri di X Raid, Al-Rajhi e Peterhansel in testa. Le velleità di successo di Carlos, invece, si sono infrante contro le insidie della terza frazione.

Difficoltà che Stephane Peterhansel, vincitore della tappa con 331 km di prova speciale, ha riassunto: “E’ stata una giornata molto difficile, con la complessa navigazione delle grandi e soffici dune peruviane. Non è stato semplice perché siamo dovuti restare concentrati per quattro ore e se perdi anche solo un pezzo di informazione è facile perdersi.

Sterzi a parte: La stupenda anomalia della Dakar

Era facilissimo commettere un errore nella giornata odierna ma David (Castera; ndr) ha svolto davvero un buon lavoro. Guidiamo bene insieme ed è la prima speciale che vinciamo, una bella notizia”. David Castera nuovo navigatore di Monsieur Dakar, nel cambio di formazione che ha visto Jean Paul Cottret scambiare il sedile e sedersi accanto a Despres.

“Abbiamo corso una prova che è la quintessenza delle speciali peruviane, con waypoint difficili da trovare nelle valli. Ed è l’antipasto di quel che arriverà nei prossimi giorni", prosegue Peterhansel. "Ieri ci siamo distratti un po’, ho commesso un raro errore, ma è acqua passata. È fondamentale evitare ogni tipo di problema durante la tappa marathon, quel che mi è costato la vittoria della Dakar lo scorso anno”

Dakar 2019, 3ª tappa: il ritorno di Peterhansel