Al-Attiyah e Peterhansel per la vittoria finale. Poi Nani Roma ancora a distanza buona per approfittare degli eventi. E anche Przygonski e Al Rajhi, per quello che la Dakar è solita riservare, con un distacco inferiore ai 25 minuti dal leader qatariota, non sono ancora definitivamente fuori dai giochi.

Prima parte della prova marathon alle spalle e il duo di testa procede, di fatto, appaiato. Speciale favorevole ai buggy, ha commentato Nani Roma, terzo con la MINI 4x4, riconoscendo il gran tempo staccato da Al-Attiyah-Baumel: “Quella di oggi era una speciale per i buggy e Nasser con il 4x4 ha fatto un tempo spettacolare, per farlo avrei dovuto correre molti rischi e non abbiamo ritenuto opportuno farlo. È importante restare qui, proseguire con questo ritmo, correre come stiamo facendo e proseguire con il piano iniziale. Alla fine vedremo sa darà i propri frutti o meno”

Agli 8 minuti di ritardo rimediati da Roma e Przygonski da Al-Attiayh, c’è un Peterhansel attardato di 1’52” nel tratto cronometrato tra Arequipa e Tacna. Dopo tre giorni spesi tra montagne di sabbia, il percorso tracciato per le auto ha proposto sfide opposte: “E’ stata una giornata del tutto diversa rispetto alla prima, alla seconda e alla terza. Non c’erano affatto dune, solo grandi vallate e campo aperto con fesh-fesh, il celebre fesh-fesh del nord del Cile e del Peru del sud, è lo stesso.

È come polvere, entra in macchina e non riesci a vedere nulla. Abbiamo incontrato delle rocce di tanto in tanto, passare già dopo le moto ha lasciato il percorso del tutto distrutto e posso immaginare dopo che saranno passate tutte le macchine, diverrà un gran casino”.

La speciale odierna, quinta tappa con il più lungo tratto cronometrato dell’intera Dakar 2019, si presta a capovolgimenti di fronte, tanto più con i mezzi messi a dura prova dall’assenza del parco assistenza dopo la giornata di ieri, della quale Al-Attiyah non può che essere molto contento per il risultato ottenuto con l’Hilux 4x4: “Sono piuttosto soddisfatto, abbiamo vinto la tappa ma forse c’è ancora una macchina più veloce là fuori. Era molto importante agguantare Stephane e stare con lui per tutto il percorso.

Sì, sono contento. È tutto a posto, non ci sono problemi, più tardi verificheremo la macchina. Manca ancora tanta strada da fare. Io e Stephane siamo al comando, noi dovremo continuare a correre così”.