La giornata perfetta di Loeb, quella problematica di Peterhansel, la marathon superata indenne da Al-Attiyah, sempre più leader. La Dakar 2019 arriva al giro di boa, giornata di riposo che registra le sensazioni di una frazione, la quinta, rivista nel chilometraggio e seconda parte della marathon senza assistenza tecnica al bivacco. 

Loeb tira le somme di una prima metà di corsa che lo vede quinto a 40 minuti da Al-Attiyah ma, soprattutto, in polemica con l’organizzazione per le inesattezze rilevate da Daniel Elena nel roadbook della corsa: “E’ stata una giornata molto buona, abbiamo spinto a fondo sin dalla partenza della speciale, senza commettere errori, senza subire forature, nulla di nulla. Oggi il roadbook era corretto e non abbiamo commesso alcune errore.

Dakar 2019, 5ª tappa: Loeb si ripete nel tratto "da rallisti"

Precisazione necessaria, dopo i 43 minuti lasciati sul campo nella terza prova speciale, che hanno portato allo sfogo di Daniel Elena, copilota storico di Loeb, ad accusare gli organizzatori di approssimazione nella redazione del roadbook. Note che hanno tratto in inganno anche Carlos Sainz e Lucas Cruz, finiti in un fosso a dire dell’equipaggio non segnalato.

“Ci siamo lamentati perché abbiamo perso tra i 20 e 30 minuti cercando un waypoint, a causa di un errore nel roadbook. La distanza da quel passaggio era sbagliata, eravamo sulla rotta corretta ma non si è aperto il segnale e abbiamo girato per cercarlo, guardando ovunque, ma il problema era nella cattiva indicazione del roadbook. Non meritavo di perdere quel tempo, stavamo navigando bene”, ha approfondito Loeb, riferendosi alla frazione 3.

Tempo perso, nella speciale 5, da Peterhansel-Castera, 26 minuti da Loeb tra Tacna e Arequipa, 16 minuti da Al-Attiyah, che aprono il divario tra i due fino a 24 minuti nella generale. E la seconda parte della marathon avrebbe potuto riservare distacchi ben peggiori al francese su MINI se non fosse intervenuto Nani Roma, terzo di tappa e terzo nella generale.

“Ero bloccato in un’area profonda come mai di fesh-fesh. Sono finito un po’ lungo su una curva stretta e sono caduto su un letto di polvere che era come neve e, una volta fuori dalla macchina, sono sprofondato per 80 centimetri.

La macchina era completamente bloccata, non c’era modo di uscire finché non abbiamo trovato l’aiuto di Nani Roma. Di solito non è suo compito, non era obbligato a fermarsi e sono molto dispiaciuto che abbia perso tempo”, spiega Peterhansel a Marca. “Gli ho detto che forse non era una buona idea fermarsi ma lo ha fatto, è stato un bel gesto da parte sua”.

Nani Roma sulla MINI 4x4 ha commentato così la scelta di fermarsi: “Ho incrociato Stephane nel fesh-fesh e l’ho tirato fuori, era nella me**a ma prima ancora che avversari siamo compagni di squadra. È lo spirito di questa corsa, l’ho deciso con Alex (Bravo; ndr), ritenevamo fosse la cosa giusta”.