Costretta ad abbandonare l’Africa nel 2008, per le minacce terroristiche, la Dakar 2020 lascerà il Sud America per “traslocare” in Arabia Saudita.

Trent’anni vissuti nel Continente che è naturale legare all’immaginario della più celebre e dura gara rally-raid, quando ancora Parigi-Dakar non era il “brand” Dakar trasferito dal 2009 in Sud America. Undici edizioni Oltreoceano, adesso si cambia e si esplora un “nuovo mondo”.

NON SOLO DESERTO

Dal 2020 e per 5 edizioni, con un corposo contributo economico all’ASO da parte dei reali dell’Arabia Saudita, si preannunciano edizioni con il deserto e le dune protagonisti assoluti. Se ne saprà di più il 25 aprile prossimo, tuttavia, il neo-direttore della Dakar, David Castera, nel nuovo ruolo occupato dallo scorso marzo, lancia qualche anticipazione, intervistato da France TV Sport.

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Ho visto dune a perdita d’occhio, ce ne sono quasi troppe. Poi costeggeremo il Mar Rosso, con altre montagne e rocce. Ci saranno anche tante vallate, credo sia un’opportunità enorme per giocare con la navigazione. Sarà un vero rally-raid, un tour completo dell’Arabia Saudita. Ci sono tutti gli ingredienti”.

I CONFINI DEL MEDIORIENTE

Dune, navigazione, ingredienti che puntano premiare gli specialisti puri. Castera anticipa anche l’apertura ad altri paesi confinanti, nelle edizioni successive al 2020: “E’ un paese grande quattro volte la Francia e quasi del tutto desertico, passeremo molto tempo lì. Gli Stati vicini potranno essere aggiunti piano piano, abbiamo l’intero Medio Oriente che si apre davanti a noi”.

Arabia Saudita che prosegue negli investimenti in ambito sportivo, da rendere un pilastro nel piano di sviluppo economico del paese Vision 2030 slegato dalla dipendenza dalle risorse petrolifere. Il motorsport è sbarcato nel Paese in gran stile con l'ePrix di Riad, dopo la Race Of Champions a inizio 2018, adesso l'arrivo della Dakar, in un paese che ha prodotto un'apertura nei confronti delle donne, riconoscendo il diritto a conseguire la patente e guidare.

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“Guardando indietro, ai primi ricordi della Dakar e le prime esperienze da concorrente, ho sempre pensato che questo rally, come nessun altro, porti con sè il concetto della scoperta, un viaggio nell’ignoto.

Andare in Arabia Saudita mi affascina, sono convinto sarà una sensazione condivisa da tutti i corridori, piloti e copiloti. Da direttore dell’evento, è una sfida enorme da affrontare, partendo da una pagina vuota e con possibilità infinite”, racconta ancora Castera.

“Sport, navigazione, il desiderio di superarsi, saranno tutti aspetti che verranno naturalmente osannati in questo territorio fatto per i rally raid”.