L’appuntamento è diventato periodico, cadenza annuale con l'interrogativo “cosa farà Fernando”. La rincorsa alla 24 Ore di Le Mans, a Daytona, alla 500 Miglia di Indianapolis. Due mesi ancora, tanto servirà prima di scoprire la prossima avventura sportiva. Sarà una stagione completa nella Indycar? Sarà un (difficile, per le opzioni interessanti disponibili al momento) ritorno in Formula 1?

LE CHANCE NELLA FAMIGLIA TOYOTA

Potrebbe essere, anche, un impegno ancora con Toyota, in un’altra sfida, la Dakar. È ricca di fascino ma non può considerarsi un progetto dall’impegno assoluto. Resta un’opzione, come raccontato da Rob Leupen – direttore delle operazioni Toyota Gazoo Racing - a Marca: “Fernando sta esplorando altre possibilità di correre con la famiglia Toyota. Ha provato la macchina della Dakar in Sud Africa e si è divertito, ma andare oltre sarà una sua decisione.

Credo che potrebbe farla ma deve decidere lui, ovviamente potrebbero esserci altri test in futuro”.

VINCERE SUBITO È IMPENSABILE

Il rally-raid si trasferirà in Arabia Saudita dal 2020 e, dalle anticipazioni del direttore di corsa, David Castera, sarà una Dakar dura e con un’ampissima fetta di navigazione tra le dune, nel percorso tra la partenza di Jeddah e l’arrivo di Al Qiddiya.

Uno scenario da specialisti puri, qualcosa che non ci si inventa e Fernando chiarisce come serva un percorso programmato nei dettagli per arrivare a essere vincenti: “Dakar o no, al momento è una scelta in stand-by, perché non ho le informazioni su quanto potrei essere competitivo in una tale sfida, in una delle gare più dure al modo. Vedremo nei prossimi due mesi.

Pensare di vincere è impossibile, non posso proprio dirlo perché non ho mai corso un rally. Vedere, però, che Loeb non ci è riuscito o che Carlos Sainz, uno dei migliori piloti di sempre nei rally, ha corso tante edizioni prima di vincere…

Non è una sfida che arrivi e vinci, per qualcuno che non ha mai corso i rally la difficoltà dev’essere inimmaginabile