ALGHERO - Sbadigli e attese. Nella lunghissima terza giornata del Rally d'Italia Sardegna, le faccende del Tricolore, complice una gara selettiva da sempre e un sistema per attribuire i punteggi che definire astruso è poco, si sono ridotte a una specie di lotta per la sopravvivenza, ben distanti dalla lotta dura e pure contro il cronometro. Per farla breve, i nostri cercano di contenere i danni e provano più che altro a portare a casa la pellaccia, viaggiando a ritmo tutt'altro che irresistibile rispetto ai migliori del WRC2. Non è tutta colpa loro - ovviamente - quanto di una formula di gara che, per le sorti del Campionato Italiano, ha azzerato la classifica alla fine del giorno 1. 

Così, se il migliore della pattuglia biancorossaeverde resta - per oggi - Fabio Andolfi (che non è iscritto al Cir ma leva comunque punti) tra chi si batte per lo scudetto è Luca Rossetti ad aver chiuso in testa il sabato su e giù per il Nord dell'Isola dei Quattro Mori. L'ufficiale Citroen ha battagliato con Giandomenico Basso per gran parte della giornata, riuscendo ad allungare proprio nel finale. Dietro, il vuoto: Andrea Crugnola ha perso una vita in mattinata dopo aver tranciato un tubo dei freni e pizzicato due gomme, poi si è fermato a bordo strada nel secondo passaggio a Monte Lerno. Muso lunghissimo anche per Simone Campedelli, che ieri è finito a ruote all'aria e stamattina è scivolato in fondo alla classifica di giornata per la rottura di un braccetto dello sterzo. 

Domani ultime quattro prove speciali, con le frazioni di Cala Flumini (14,06 km) e Sassari-Argentiera 1 (6,89 km) da ripetere due volte.