La scorsa settimana sulle pagine di Autosprint ho assegnato per il Gran Premio disputato a Melborune, nelle pagine delle pagelle, il premio del miglior pilota non protagonista della corsa a Antonio Giovinazzi perché ha prevalso - al di là della stima e di quanto di bello e consistente aveva dimostrato in pista con la modesta Sauber -, pure un pizzico d’entuasiasta spirito tricolore. 

Tuttavia confesso che se fosse stato possibile avrei citato anche un altro, tutt’altro che italiano, assolutamente a pari merito, perché avrebbe diritto a condividere l’applauso e il riconoscimento andato a Bon Giovi. 

Sto parlando di Valtteri Bottas, che in Australia, da nuovo compagno di squadra di Lewis Hamilton, è stato protagonista di un weekend semplicemente strepitoso. 

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Certo, il finlandese aveva il vantaggio di correre con la squadra che ha ammazzato il mondiale negli ultimi tre anni, ma pure il non facile compito di non sfigurare al confronto diretto con Lewis Hamiltom, che del killeraggio dei campionati ibridi - in senso buono e agonistico, eh -, in atto da tre anni a questa parte è il principale esecutore materiale, sebbene non esclusivo trionfatore. Diciamo pure che Nico Rosberg, pur meritevolissimo nel titolo vinto, per non aver mai più a che fare con le pressioni dategli dal compagno, ha preferito darsi per sempre alla famiglia, tanto per dar la misura di quanto possa esser comodo fare il vicino di scrivania di Lewis.

Ebbene, Valtteri è arrivato, in prova s’è preso dall’anglocaraibico tre decimi tutto sommato onorevoli, finendo terzo in griglia a due centesimi da Vettel, il quale non è che a Melbourne non andasse di fretta. 

Infine in gara il meno vistoso dei Flying Finn si è mostrato incisivo e sempre vicinissimo a Lewis, tanto che alla fine è finito solo a un secondo e tre decimi dal suo ideale e reale caposquadra, cioè un’inezia, meno di niente. Mentre sulla strisciata dei giri più veloci Valtteri ha fatto addirittura meglio di Lewis - che pure non ha certo avuto una gara facile e esente da problemi -. Comunque il neocompagno finlandese è stato incredibilmente più veloce del caposquadra sul giro secco e s’è issato perfino a un nonnolla da Kimi Raikkonen, autore del giro più veloce del Gran Premio.

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Ma in questo derby tutto finlandese la vera differenza è che Kimi è invece complessivamente finito a 22”3 dal compagno Vettel, dopo un ultimo terzo di gara a distacchi stabili, visto che dopo 41 giri erano ben 24 i tombali secondi di divario tra Iceman e Seb. Una cosa mica tanto bella, ecco, ma questa è un’altra storia.

In poche parole, Bottas ha iniziato come meglio non poteva, gestendo alla grande la pressione esponenzialmente moltiplicata che si è ritrovato addosso con l’arrivo in Mercedes e ultimando un garone sulla scia del suo capoufficio che al momento, fino a prova contraria, è il più forte pilota della F.1 moderna. 

Manco a dire che l’Albert Park sia un circuito che gli piace, perché nemmeno per idea. Non solo, fino allo scorso anno qui meglio che quinto con la Williams, Valtteri non aveva mai fatto.

Quindi, poche storie, siamo di fronte a un bellissimo risultato e, soprattutto, a un bengala importante per il futuro. Occhio a Valtteri Bottas, perché non è alla Mercedes con un contratto di un anno secco per fare il gregario, tanto che ha subito mostrato potenzialità per ambire a cose importanti.

Quanto importanti, dipenderà da lui, certo, ma anche dalla Mercedes che comunque è sempre lì davanti e - soprattutto - dalla Ferrari.

Per ora, tra i top driver dei top team, al fianco dello stupendamente rinato Seb Vettel, la grande sorpresa del primo Gran Premio è lui, Valtteri Bottas.

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