1 di 3

Parliamoci chiaro: il compito della Ferrari adesso è disperato. Nessuno mai in 67 anni di Formula 1 è riuscito a recuperare uno svantaggio di 2,5 vittorie a 4 gare dalla fine.

La vera notizia è che dalla bandiera a scacchi di Suzuka, che ha visto l’ottavo trionfo 2017 di Hammer sul tracciato dell’ottovolante, è iniziato il conto alla rovescia verso la proclamazione del quarto titolo mondiale di Lewis Hamilton.

Nella situazione attuale - anche del tutto indipendentemente dal comportamento in gara di Sebastian Vettel e della Ferrari -, il campione inglese appare favoritissimo, perché farebbe suo l’iride financo limitandosi a incamerare solo 42 punti nelle restanti quattro gare, ossia portando il distacco da 59 a 101 con Vettel che non potrebbe andare oltre i 100 punti disponibili perfino cogliendo quattro sonanti vittorie consecutive.

Marchionne fiero della Ferrari, qualità dei componenti da rivedere

È questo il vero guaio, per la Ferrari. Ormai il destino dipende più da ciò che farà Lewis che da tutto il resto.

In altre parole, a questo punto, mantenendo l’affidabilità che ha, Hamilton diventerebbe campione anche cogliendo anonimamente un quarto posto e tre quinti. 

Cioè, dando per scontato per ipotesi un recupero miracoloso della Rossa, l’alfiere della Mercedes vincerebbe il mondiale anche con un finale di campionato al ritmo delle due Force India.

Solo questo fa capire quanto siano flebili le speranze di Seb, per come si è messa la situazione, dopo quella candela andata kappaò in Giappone.

1 di 3