Giusto un anno fa, ora più ora meno, Nico Rosberg salutava la compagnia da neo-campione del mondo e si ritirava clamorosamente da iridato in carica.

Curiosamente, dodici mesi dopo, ancora una volta Nico è al centro del mercato piloti, stavolta non più in veste di conduttore ma di manager.

Se lo scorso anno era stato lui a scatenare la caccia al suo sostituto, stavolta il tedesco sta cercando di fare il possibile e l’impossibile per riportare in F.1 l’amico Robert Kubica, propiziando lo stabile ma tutt’altro che facile ingresso del polacco alla Williams, al fianco del giovane Lance Stroll in chiave 2018.

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Comunque vada, un anno dopo Nico Rosberg ha mostrato capacità, stile e coraggio tali da diventare qualcosa di completamente diverso da un campione del mondo di F.1

Oltre a fare management, Nico è testimonial di Hugo Boss e in tale veste è stato possibile ammirarlo a Hong Kong, nel weekend d’apertura del campionato di Formula E. Non finisce qui. Uno con la sua comunicativa unita alle capacità di poliglotta, non poteva non divenire apprezzatissimo opinionista televisivo.

E già che c’era ha fatto bis come papà.

In fondo l’aveva detto, facendoci visita ai Caschi d’Oro di Autosprint, una delle primissime manifestazioni pubbliche cui a fine 2016 aveva preso parte dopo l’abbandono: “Al top delle mie priorità, vedrete, ci sarà la famiglia. Ora mi aspetta una vita diversa, magari con meno adrenalina, ma con impegni interessanti e valori importanti da seguire”. 

Ebbene, Nico insieme alla moglie Viviane ha dato una sorellina alla piccola Alaia, ossia Naila, nata a fine estate.

Il tempo è passato, sì. Poco, per la verità, ma già bastevole per percepire il mondiale vinto da Rosberg lontanissimo dal presente della F.1, molto più dei dodici mesi effettivi.

Comunque è proprio Nico a essere sempre più un personaggio speciale e fuori dalle righe. Signorile, luminoso, aperto e allo stesso tempo volitivo e mai untuoso.

Forse nessuno si sta più chiedendo quanta e quale è stata la sua vera classe di pilota, eppure, paradossalmente, questa annata che ha visto Hamilton mai così forte e perfetto finisce per forza di cose per rivalutare Nico che a Lewis nel 2016 fece vedere i sorci verdi. Approfittando, è vero, di un motore rotto in Malesia dall’inglese, una fiammata che da sola bastò per spostare l’inerzia del mondiale.

Eppure lo stesso Nico fu fantastico per tutto l’anno, sempre a mettere pressione al compagno rivale, pronto a approfittare di qualsiasi suo momento debole. E alla fine i fatti gli hanno dato ragione.

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Così, qui e ora, una volta di più viene da provare immenso rispetto per Nico Rosberg.

Per la competitività del pilota, per la freschezza mentale delle sue scelte di ragazzo e per la coerenza signorile dell’uomo che, a conti fatti, ha mostrato di essere.

Come dice una vecchia e stupenda canzone di Loredana Berté, “dedicato a chi capisce quando il gioco finisce e non si butta giù”.

Stai andando alla grande, Nico Rosberg.

Stai dimostrando che sai muoverti nella vita con la stessa grazia con cui pennellavi un anno fa le ultime curve di Abu Dhabi.

Continua così.