C’è una specie di miracolo involontario in atto in questa primavera 2018 e ha per epicentro a Imola, che a più riprese sta tornando a essere il centro pulsante della passione per il Motorsport, in una serie di weekend consecutivi tra culto della memoria, gare vere e proprie e momenti di partecipazione di alto livello. È questa, a precindere, è già una bellissima notizia, tra l’altro a più rate.

Appena spenti gli echi del MotorLegend Festival, sempre a Imola è già tempo di pensare alla terza edizione dei Minardi Days, in programma sabato 5 maggio e domenica 6, chiamando a raccolta tutti gli appassionati di corse molti dei quali hanno ancora tra occhi e orecchie riflessi scintillanti e rombi dell’evento precedente.

Ecco, un invito e una raccomandazione: abbiate l’apertura, la sensibilità e la disponibilità di gustare dopo l’uno e anche l’altro, perché vale davvero la pena assaporare entrambi.

MotorLegend Festival e Minardi Days sono in concorrenza? Di più. Due entità potrebbero rivelarsi addirittura troppe per la stessa fetta di pubblico? Questa è la domanda delle domande che circola, specie tra gli addetti ai lavori, nelle ore immediatamente successive al weekend che ha visto ottimi riscontri per la coppia di organizzatori Vito Piarulli - Mr Rally Legend -, e Andrea Gallignani. 

Ecco, approfitto di queste righe per andare al di là della questione e dire una cosa piuttosto semplice. Non so se due proposte possano essere commercialmente eccessive o ridondanti, all’interno del delicato meccanismo di domanda & offerta, ma resto più che ultracerto, questo sì, che per troppi anni gli appassionati italiani di automobilismo hanno sofferto il digiuno completo di iniziative del genere. Capaci - ciascuna a suo modo -, di restituire dignità partecipativa al tifoso, di riportarlo al centro dello show non più come spellabile e spellato oggetto di un’avida lucrata istantanea, ma come soggetto a contatto diretto e palpabile con l’atmosfera di gare, campioni e macchine che di fatto ha sempre e solo sognato o visto da troppo lontano.  

In altre parole, MotorLegend Festival e Minardi Days propongono cose piuttosto diverse ma tutte graditissime, portate differenti sulla stessa tavola, certo che sì, mostrando ciascuno la sua sensibilità. 

Piarulli & Gallignani hanno offerto, accanto ai campioni, delle corse vere e proprie, seppure coniugate in chiave historic. Minardi - al quale va riconosciuta l’originalità dello spunto open & friendly in chiave pistaiola - punta più sul paddock e i box aperti e sulla formula delle esibizioni e delle parate. 

Alla quale - ed è la grande novità di quest’anno -, si unisce lo spettacolo itinerante in gemellaggio con Brisighella e il Trofeo Bandini - di cui Gian Carlo è amico e da sempre attivo collaboratore -, coinvolgendo non solo i gloriosi nomi del suo bell’ambito, ma anche pezzi da novanta quali Bottas, Wolff, la stessa Mercedes W07, oltre a un’attesa esibizione del veterano Nick Heidfeld al volante della Mahindra di F.E. Poi occhio alla Biposto FA1x2 Seater, in collaborazione con Coloni Motorsport e Sparco.

Attenzione, quindi: sabato 5 maggio sarà di scena, in perfetta coordinazione con l’evento di Minardi col quale è gemellato, il Trofeo Bandini. Alle 16.30 la Mercedes F.1 di Bottas partirà da Faenza e Valtteri sarà premiato proprio a Brisighella con la cerimonia al via indicativamente dalle 18.10.
In poche parole, per favore, tornando al ragionamento di fondo, andiamo oltre i presunti dualismi e prendiamo atto che per un italianissimo entusiasta del Motorsport - insomma, uno dei nostri, ecco -, è mille volte meglio avere due succulente opportunità e sfruttarle entrambe, senza scomodare troppo paragoni o traiettorie tendenziali stile Goodwood. A ciascuno il suo, insomma, con orgoglio, senso della misura e un pizzico di realismo.

Somme e giudizi, semmai, si tracceranno in un secondo momento. E questo, ben lungi dal cerchiobottismo, vuol essere un semplice appello al buon senso. Vedete, molti parlando di corse d’oggi vedono come nemica la Formula E, i suoi sibili e i suoi silenzi agonistici. Invece secondo me la peggior rivale dell’appassionato resta la barriera elettrificata di certi paddock esclusivi e vietati alle persone formato famiglia.

Al di là dell’elettrico, abbasso l’elettrificato, quindi. Quanto ai rapporti e agli equilibri tra promoter, riguardano solo loro. A noi, ai Cuori da Corsa duri e puri, interessa solo sfruttare fino in fondo questa doppia opportunità ravvicinata di socialità e partecipazione.

Siete stati davvero bravi, Vito Piarulli & Andrea Gallignani. Adesso tocca a Minardi, in questa seconda tornata di democrazia diretta nei confronti dei tifosi che amano sentirsi accolti, coccolati e rispettati come Gian Carlo in questi due anni passati ha stupendamente mostrato di saper fare.
Tutti a Imola, quindi, il 5 e il 6 maggio per i Minardi Days.