Attenzione perché il prossimo weekend potrebbe farvi battere il cuore da corsa non solo grazie alle F.1 moderne ma anche tramite le monoposto veteran impiegate nella classicissima sfida del Gp Historique di Monaco, gara ormai ultraventennale, che ha preso il via nel 1997 e che si svolge regolarmente a cadenza biennale. Sotto i riflettori nell’undicesima edizione più di tutti due italiani con un passato di piloti di F.1, vale a dire il bresciano Alex Caffi e il parmense Paolo Barilla.

Caffi due anni fa fu meritato vincitore del Gp nella classe per monoposto costruite fino al 1976, al volante di una bellissima Ensign di proprietà di Ronnie Kessel, con la quale difenderà l’alloro conquistato. Non a caso Alex nei giorni scorsi ha sostenuto un breve test sul tracciato di Franciacorta: «Niente di troppo impegnativo e affaticante - questo il suo commento -: ho solo verificato che la monoposto fosse a posto di gomme, assetto e rapporti. Adesso la parola al cronometro, con le prime prove. Diciamo che sono ottimista, anche se la concorrenza continuerà a essere forte». Caffi sarà di scena ovviamente nella cosiddetta Race G, riservata alle monoposto da Gran Premio costruite dal 1973 al 1976.

Interessante quanto emozionante anche la sfida rilanciata al Gp sul circuito salotto da Paolo Barilla, nella Race F, quella per F.1 costruite dal 1966 al 1972. Il parmense sarà al volante della Ferrari 312 B ex Clay Regazzoni, la stessa, opportunamente e stupendamente restaurata, con la quale l’asso svizzero vinse il Gp d’Italia 1970. Tale monoposto rappresenta l’auto dei sogni per Paolo, che tre anni fa ha coinvolto nella difficile ma entusiasmante opera di salvataggio e ripristino della monoposto il suo creatore, l’ingegnere Mauro Forghieri, che varcati gli ottanta è tornato in scena con una verve e una passione sorprendenti.

Tanto che, lo ricorderete, l’avventura del restauro e della partecipazione alla corsa monegasca era diventata anche un acclamato docu-film, uscito con successo nelle sale alla fine della stagione scorsa. Come noto un problema tecnico aveva fermato Barilla a inizio corsa, così questo nuovo tentativo, oltre che diretto a ripetere l’esperienza decisamente affascinante, potrebbe auspicabilmente vedere nel mirino un diverso epilogo. Incrociamo le dita e staremo a vedere.

Quindi chi vuole e può tenga d’occhio anche cosa accade a Montecarlo, perché il prossimo è l’unico settimana dell’anno in cui la F.1 d’epoca non ha proprio niente da invidiare a quella moderna quanto a qualità della location e fascino dello scenario, oltre al richiamo delle vetture in azione. Con l’aggiunta stuzzicante di bei nomi delle corse che furono, tra i quali spiccano proprio Caffi e Barilla, quindi per opposte ragioni: Alex in veste di deciso defender e Paolo quale romantico challenger. In bocca al lupo, eterni F.1 boys.