C'è una specie di strana nostalgia, entusiasmante e nello stesso tempo dolente, che avvolge quando si sente o si rilegge il cognome di un campionissimo amatissimo e improvvisamente sparito per motivi tristi. È stato così per Villeneuve, quando Jacques s’è messo a vincere in IndyCar e in F.1. Sentire dopo quasi tre lustri quel cognome, di nuovo pronunciato da Renato Ronco prima e da Mario Poltronieri poi, sembrava quasi un’evocazione commovente, invece era una stupenda realtà. Una specie di rivincita della poesia sulla sorte. Sensazioni solo in parte bissate dal trionfo di Bruno Senna in Gp2 a Montecarlo, sulle tracce del leggendario e compianto zio, prima di approdare a un’onesta anche se non irresistibile carriera nei Gp.

E adesso, in un contesto completamente diverso, ma tale da far comunque montare magone e lucciconi, Mick Schumacher si sta facendo sempre più strada nell’Euro F.3. Verso cosa e dove vedremo, ma il suo cammino fa notizia e forse rappresenta la più grande sorpresa dell’automobilismo da corsa in questo 2018 a oggi, per ora, altrove praticamente privo di colpi di scena impensabili alla vigilia. Intanto Mick ha messo a segno a Spielberg a suon di trionfi un bel due su tre e adesso è a un passo dal titolo Euro F.3. In questo momento, quando manca un solo weekend di gare, in tutto tre alla fine, vola con 329 lunghezze in classifica generale, a +49 da Dan Ticktum, pupillo Red Bull.

Della serie, adesso per baby Schumi diventa più difficile perderlo che vincerlo, il campionato, in vista dell’ultimo round di Hockenheim, il 13 e 14 ottobre. Roba mai vista prima, perché il 19enne Mick nel giro di un mesetto è diventato un altro. Dopo quattro appuntamenti aveva festeggiato il podio un paio di volte e incamerato piazzamenti da onesto mestierante, quasi a spiegare al mondo che presumibilmente non ci sarebbe stata trippa per gatti, per lui, né adesso né mai. Poi è accaduto qualcosa, un clic miracoloso nel suo cervello e proprio a Spa. Il circuito magico per suo padre.

Perché Spa rappresenta alfa, omega e zenith della leggenda di Michael Schumacher in F.1. Il tracciato-monumento in cui ha debuttato, nel 1991, ha colto la prima vittoria in un Gp, l’anno dopo, centrando poi un numero ineguagliato di trionfi, sei, e resta anche il luogo in cui ha magicamente staccato il 300esimo gettone iridato, nell’edizione 2012, quella del suo ultimo anno di corse, indossando per l’occasione un casco celebrativo.

A Spa, lo scorso anno, Mick era sceso in pista commuovendo il mondo al volante della Benetton B194 portata all’iride da papà, a sua volta con un casco speciale, diviso a metà tra i colori del mito e i suoi, a metaforizzare il connubio inscindibile. E il destino per quanto possibile chiamato a ripetersi e perpetuarsi, tra le conifere delle Ardenne.

Sì, c’è un soffio di magia in quanto sta succedendo da Spa in poi, in questo periodo, nell’Euro F.3 e sotto la pelle di un ragazzo con un cognome importante, meraviglioso, pesante e allo stesso tempo galvanizzante. Queste che sta cogliendo Mick per l’italianissima e valentissima Prema, squadra italiana che ha lanciato pure non solo Jacques Villeneuve ma pure, di recente, Giovinazzi, Gasly e Leclerc, non sono semplici vittorie in serie, ma note che compongono la partiutra di un inno meraviglioso al ricordo, alla commossa testimonianza e alla continuità della passione.

È vero, il rivale di Mick, Dan Ticktum s’è lasciato andare a uno sfogo tra le righe, lasciando intendere di non essere del tutto convinto dell’improvvisa ipercompetitività del baby, ma non v’è alcun rilievo circostanziato né sottolineatura precisa a carico del neodominatore della terza formula di rilievo continentale. Di fatto solo il disappunto di chi - a oggi e per ora -, sta perdendo.

L’ultimo terzo di campionato sta vedendo nascere e crescere un personaggio nuovo, potenziato, in stato di grazia, capace di restare se stesso diventando un altro. E adesso per le prospettive di Mick limiti proprio non ce ne sono. Ha i requisiti per la Superlicenza F.1 e un’allure che gli garantisce contatti e contratti praticamente a piacere. Sarà bello seguirlo, magari con cautela scaramantica, in quello che si presenterà a breve come il fine settimana più intenso della sua vita.

Sarà interessante capire le sue scelte future, quali che saranno, la più probabile delle quali in chiave 2019 resta la F.2. Sarà caldo e struggente percepire di nuovo carezzato dalle luci della ribalta e sempre meno lontano dal mondo dei Gran Premi quel cognome al quale ormai tutti gli appassionati del Motorsport - perfino coloro che non furono tifosi di Michael - vogliono sinceramente un mondo di bene. E' stupendo ammirare la saga degli Schumacher nelle corse come una bella storia che non finisce mai.