Storia semplice. Noi di Autosprint ci siamo chiesti, in sintesi - per il futuro non necessariamente immediato ma ragionevolmente prossimo -, quale potrebbe essere la più grande storia capace di dare sprint alla Ferrari e contemporaneamente di far schizzare alle stelle l’appeal della F.1 in crisi di popolarità e audience?

La risposta è arrivata univoca e analizzandola suona non probabilissima a breve, ma in prospettiva decisamente affascinante: tra due anni, Lewis Hamilton alla Ferrari.

Seguite il ragionamento. Hammer liberabile in due anni per la Ferrari può e deve essere un target. Il più grande dell’era recente e la più amata di sempre non possono non avere rotte e rette prima o poi tangenti e infine gioiosamente intersecantesi. Perché dietro una grande rinascita c’è sempre un immenso campione. 

Quando Bernie Ecclestone a metà Anni ’90 pianificò una F.1 ancora più mondializzata, vincente e spendibile nel villaggio globale, mise i suoi buoni uffici per far finire il rapporto tra il giovane Schumi e la Benetton e impedire che il tedesco contraesse matrimonio con McLaren-Mercedes o Williams-Renault, facendo di tutto per incanalarlo verso la rinascente Ferrari. Rinata dal primo giorno di Michael a Maranello e successivamente, passo passo, divenuta praticamente imbattibile per cinque meravigliosi anni, dopo quattro di crescita solidificante. Senza un Cavallino rinfrancato la F.1 non avrebbe mai potuto percorrere l’ultimo step verso i massimi livelli di crescita ipotizzabili. 

A prescindere da ciò, la storia del campionissimo che fa risorgere il mito di Maranello sotto Montezemolo-Todt-Byrne-Brawn diviene il leit motiv e il fulcro narrativo del Circus di fine millennio, scrivendo pagine memorabili di Sport e di vita sui circuiti di tutto il mondo.

Partiamo da un dato di fatto ineludibile. L’appeal della F.1, dopo cinque stagioni di dominio turboibrido nel segno esclusivo dei piloti Mercedes, sta scemando. L’audience cala, le nuove generazioni latitano, i social brontolano e manca la potenza scenica che solo una Grande Storia può profondere.

Vedete, in questi ultimi anni si sta dando troppa importanza alla politica e ai regolamenti. Sbagliando, perché in tutti i decenni passati non è mai stato il regolamento tecnico a fare grande un’epoca e tantomeno validi compromessi a garantirne la gradevolezza.

No, i regolamenti tecnici sono la cosa - pur indispensabile, per carità -, più pallosa, inutile e sfiancante mai esistita al mondo. Se ne possono fare di giusti, sbagliati, comprensibili, ragionevoli o assurdi. Ma non sarà mai un regolamento a garantire il successo della F.1. Piuttosto, è vero esattamente il contrario. Semmai, un regolamento astruso e idiota può tranquillamente asicurarne il fallimento.

E per un Circus che mira a tornare alla grande sotto i riflettori mondiali, non basta un Mgu-H in meno o un Monkey-Seat in più. Toglietevelo dalla testa.

Occorre, come è sempre stato, anzitutto una Grande Storia. Un Epico Singulto. Una di quelle sfide che già al suo apparire fa venir voglia a chiunque, dalla prof d’italiano al taxista cingalese, di fregarsi le mani in attesa di scoprire come si metterà la situazione, diventata improvvisamente fonte di quesiti avvincenti, d’aspettative ansiogene, di vigilie intense nell’attesa di Gran Premi belli in quanto profumano di risposte a lungo agognate.

E allora, cari signori della F.1, smettetevela di accapigliarvi per tanti soldi ma poco costrutto. C’è una sola Storia in grado di riaccendere il motore a razzo della F.1 negli indici di gratimento mediatici mondiali ed è rappresentata dal futuro, ipotizzabile, auspicabile e sconvolgente incontro tra l’unico pilota idealmente rockstar tuttora in attività e l’entità più adorata. Sì, due leggende che s’incontrano. Il pilota maturato e all’ultima sfida della sua carriera più la diva all’ennesimo e ipnotizzante valzer. Magari senza buttare alle ortiche nulla di quanto di buono v’è nel presente Ferrari, riservandosi di verificare l’ipotesi di una futuribile convivenza sostenibile tra Vettel e Hamilton per gustarli in pista senza ordini di scuderia e a parità di macchina. Per vedere l’effetto che fa. E togliersi una volta per tutte lo sfizio d’osservarli nel confronto a parità assoluta di mezzi.

In ogni caso questo è solo un punto di vista. Che va suffragato dagli sviluppi successivi della realtà e, per il puro gusto di confrontarci e giocare, anche e soprattutto dal vostro prezioso punto di vista.

Da qui l’idea del coinvolgimento dei lettori di Autosprint su quest’ipotesi di gioioso futuro possibile: basta un clic e parteciperete a quest’idea. 

Perché la F.1 è fatta di grandi storie e questa lo sarebbe. A partire proprio dall’opinione dei race fans.

E vinca la Passione.

Vi piacerebbe l'idea di Lewis Hamilton alla Ferrari tra due anni, quandro scadrà il suo contratto con la Mercedes?