Volevo andare per un attimo oltre la cover che dipinge la prossima 24 Ore di Daytona - peraltro giustamente -, come il grande assalto di Fernando Alonso alla vittoria all’interno del team di Wayne Taylor, grazie anche a una Cadillac e un equipaggio di prim’ordine. In effetti sarà bello vedere Nando lottare con un altro ex di F.1 Christian Fittipaldi - pure lui al volante di una Cadillac ma schierata da Action Express -, che cerca il poker nella maratona in quella che sarà l’ultima gara della sua carriera. Poi ovvio, in GTLM, dove punta al bersaglio grosso la Ferrari di Risi Competizione, la vera guest star è il nostro Alessandro Zanardi al volante di una Bmw M8 ufficiale.

Eppure, al di là dei pronostici sempre difficili, c’è anche un altra chiave di lettura per questa maratona - prevista da sabato 26 gennaio a domenica 27 -, comunque vada a finire.

Perché a ben guardare, tre delle marche di prototipi più all’attacco vedono coinvolti altrettanti boss ultraottantenni: l’ingegnere Giampaolo Dallara, classe 1936, la cui factory di fatto realizza le Dpi marchiate Cadillac che da due stagioni si aggiudicano l’assoluta, quindi Reinhold Joest, classe 1938, la cui Mazda ha fatto segnare il miglior tempo assoluto nella Roar Before, e infine Roger Penske, il leggendario Capitano dell’automobilismo Usa, classe 1937, che vuole gustarsi le sue Acura in pista, dotate di una bella e evocativa livrea vintage.

Tra l’altro mica è scritto da nessuna parte che sarà una delle loro vetture a vincere, ma sta di fatto che alla vigilia sono le loro creature a suscitare più interesse e aspettative delle altre. Poi si vedrà.

Intanto colpisce che personaggi così leggendari, dotati di storie agonistiche tanto diverse e variegate e accomunati dal fatto di non aver fortunatamente più nulla da dimostrare, continuino per pura passione a prendere parte al gioco che più ha caratterizzato le loro intensissime vite agonistiche. Così in un motorsport di piloti sempre più giovani, nell’era del baby boom, dell’elettronica e delle simulazioni sempre più fantascientificamente reali, da Daytona arriva un segnale in controtendenza, retrò, genuino e ricco di autenticità.

Tre tra i più grandi personaggi dell’automobilismo moderno, ciascuno col suo fiero cipiglio, sono lì, pronti a vivere un fine settimana speciale, cercando la vittoria e come minimo trovando un’altra occasione di piacere, l’ennesima, sulla scia di vicende motoristiche apparentemente senza fine. Dallara, Joest e Penske: tre storie solide, antiche e prestigiose, che nella notte immensa di Daytona promettono di sublimarsi ancora una volta in un’unica, ammaliante poesia.