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Wolff: Sbagliato quell'ordine radio

Archiviato il Gp di Ungheria e in vista della lunga pausa estiva prima del Gp del Belgio, Toto Wolff fa il punto della situazione alle Mercedes, soprattutto considerando i rapporti tra i suoi piloti che stanno diventando sempre più esplosivi. Al lunedi, a mente fredda, e senza più l'emotività del momento, Wolff ammette che la squadra ha esagerato nel chiedere quel "sacrificio" a Hamilton. "Quando due compagni di squadra diventano i principali rivali per la lotta in campionato - dice Wolff - è chiaro che tutte le decisioni, prese dai piloti e dal team, risentono di un clima di emotività molto pesante. Tutto il week end del Gp di Budapest è stato caratterizzato da questa situazione. Molte decisioni sono state prese sotto pressione, con poco tempo per essere valutate a fondo. Non c’è stata solo una situazione specifica, molte cose sono andate per il verso sbagliato. Ma è evidente che siamo in una situazione in cui non possiamo chiedere ad uno dei nostri piloti di danneggiare la propria gara per l’interesse supremo del team. Alla Mercedes non abbiamo ordini di squadra, arrivi prestabiliti, anche se la frase “Lascia passare Nico”, potrebbe farlo pensare". Paddy Lowe, il direttore tecnico che è l'uomo che via radio ha materialmente parlato con Hamilton e Rosberg, spiega meglio la situazione: "I due piloti avevano due strategie diverse e quindi Nico in teoria doveva essere più veloce. Io volevo fare in modo che entrambi i piloti conoscessero la situazione non si rallentassero a vicenda: specie Lewis che non doveva gareggiare troppo con Nico; riguardo a Rosberg invece, non si è mai in realtà trovato così vicino a Hamilton: dovremmo parlare con lui per capire perché non si è avvicinato abbastanza". Ma Wolff ribadisce quasi smentendo il suo direttore tecnico: "Durante la gara, vista la complessità e i problemi anche tecnici che abbiamo avuto, ci sono state almeno duemila decisioni da prendere in pochi istanti. Quella frase indirizzata ad Hamilton, in quel momento di gara, è stata probabilmente sbagliata. Quando la prima safety car è uscita, abbiamo avuto anche un problema di connessione con la radio. Sono stati tanti i problemi, sbagliato puntare l’attenzione su uno solo specifico. La Mercedes non può permettersi di avere un pilota numero 1 e un pilota numero 2, oppure una vettura che blocca l’altra. Dobbiamo trovare un sistema accettabile per tutti". Non voglio essere un generale che dice: "Dovete ubbidire agli ordini e alle regole. Forse dovevano essere più razionali, anche i piloti. Perché era un momento molto difficile da stabilire cosa fosse giusto oppure sbagliato.” Rosberg nel dopogara però ha detto che la cosa che più gli aveva dato fastidio non era il fatto che Hamilton non lo avesse fatto passare in quella fase di metà gara su strategie diverse, quanto il "dispetto" nel duello finale all'ultimo giro: quando Hamilton lo ha "accompagnato" fuori pista per impedirgli il sorpasso. Cesare Maria Mannucci