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Budapest premia la mescola morbida

Prima della gara in Ungheria, i tecnici della Pirelli valutavano come più veloce una strategia su tre pit-stop (con tre stint di gomme soft, per montare le medie giusto gli ultimi 5 giri) senza però scartare a priori quella su due soste (sfruttando di più l’ultimo set di medie, almeno 15-16 giri) che avrebbe potuto far evitare situazioni di traffico e le difficoltà di sorpasso. Questo valeva però con pista asciutta e assetti idonei. Sappiamo invece tutti come un intenso scroscio di pioggia un’ora prima della gara abbia completamente cambiato la situazione.

Partenza con le intermedie

Si è così partiti con la pista che stava già andando ad asciugarsi, e tutto lo schieramento sulle gomme intermedie verdi. Poi, quando già si stava cominciando a valutare l’opportunità e il momento giusto per passare alle gomme slick, visto che molte curve erano già asciutte in traiettoria, è arrivato l’incidente di Ericsson che ha fatto entrare la safety car all’8° giro. Così tutti ne hanno approfittato per passare subito al cambio gomme, tranne i primi quattro (Rosberg, Bottas, Alonso e Vettel) ai quali la comunicazione è arrivata troppo tardi per riuscire a prendere la pit-lane. Per loro, pit-stop al giro successivo. Tutti ai box, dicevamo, meno Magnussen che è rimasto in pista con le intermedie. Stessa scelta di gomma anche per Button, che ha fatto il cambio gomme però rimettendo quelle intermedie. Il fatto è che la McLaren ha puntato tutto sulle proprie previsioni meteo che davano imminente il ritorno della pioggia, che invece non è arrivata. Così inizialmente Button ha sfruttato la pista ancora un po’ troppo bagnata (che ha causato l’incidente di Grosjean, concausa di pista umida e gomme troppo fredde) ma poi, al pari del compagno di team, è stato costretto alla sosta per montare le slick soft al 15° giro, con gara ormai compromessa.

Nuove strategie

Tornando agli altri, tutti su gomme soft, il fatto di essere partiti con le intermedie annullava la regola che impone di utilizzare entrambe le mescole slick, aprendo la porta a svariate possibilità di strategia. Anche perché è vero, come spiegato all’inizio, che la Pirelli dava la possibilità di effettuare due sole soste, però con la prima prevista al 29° giro e non all’8°… A questo punto i vari team si sono interrogati su quale tattica adottare, ed è in questo momento per esempio che in Mercedes hanno deciso di diversificare sui due piloti (non si sa mai) adottando una tattica a 2 soste per Hamilton e una a tre per Rosberg. Poi si è visto come le temperature più basse abbiano aiutato la durata della mescola soft: Chilton è stato in grado di percorrere con questa ben 37 giri (39 giri invece con le medie per Kvyat), ma fanno più testo i 32 e 31 giri fatti rispettivamente da Alonso e Ricciardo, come pure i 33 di Raikkonen. Tuttavia la Mercedes non si è fidata, e al 39° giro ha sostituito a Hamilton le soft gialle con le medie bianche, quando Alonso aveva rimesso le soft al giro precedente. Ma è stata la Williams a porre eccessiva fiducia nella mescola media (o sfiducia in quella soft), montandola al 23° giro sia a Bottas che a Massa. Pensavano anche che la gomma media fosse più adatta alle basse temperature (in effetti è quello che dichiara la Pirelli stessa) ma purtroppo per loro non è andata come credevano. E mentre Massa ha di nuovo montato le medie al 45° giro, Bottas alla fine è tornato sulle soft, però al 59° giro, quando ormai era troppo tardi. Anche Vettel e Vergne si sono affidati alle medie per lo stint finale, ma nel caso del tedesco solo perché lo spiattellamento conseguente al testacoda l’aveva costretto al cambio gomme al 33° giro, mentre il francese l’ha effettuato al giro dopo. Sui 70 complessivi, era effettivamente troppo presto per pensare di adottare le soft, ma poi entrambi sono “spariti” dalla gara.

Meglio solo soft

Insomma, alla fine la classifica ha premiato chi ha deciso di affidarsi esclusivamente alle gomme soft, dopo le intermedie. È facilmente visibile sulle infografiche Pirelli come fra i primi quattro siano stati in tre a usare solo le soft, a prescindere dall’aver adottato una tattica su 2 soste (Alonso) oppure su 3 (Ricciardo e Rosberg). Anche Raikkonen ha ottenuto un risultato incoraggiante (rispetto ai precedenti GP) arrivando 6° dopo aver montato due set di soft nuove a 8° e 41° giro, una strategia molto lineare che comunque gli ha permesso di lottare alla pari con Vettel in pista, ad un certo punto. Concludiamo segnalando come il cambio gomme più veloce vada sempre ai meccanici di Alonso, stavolta però eguagliati a 2”5 da quelli di Magnussen, mentre il miglior tempo complessivo fra ingresso e uscita dalla pit-lane è appannaggio ancora una volta di una Red Bull, quella di Vettel. Maurizio Voltini