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GP Russia, Ricciardo: pista senza emozioni

Definirla la gara più noiosa del 2014 potrebbe non essere un’esagerazione. L’edizione inaugurale del Gran Premio di Russia a Sochi non resterà certo nella memoria degli appassionati; si spera possa regalare qualche emozione in più tra sette giorni, quando la Formula 1 tornerà tra gli stadi delle Olimpiadi invernali calzando anzitutto un nuovo paio di gomme Pirelli, più morbide nella scelta dei compound rispetto all’abbinata ultraconservativa del debutto. «La definirei come una tipica pista moderna, con molto spazio per sorpassare, il che di solito è un aspetto positivo per avere belle gare», commenta Daniil Kvyat, sponsorizzando non poco un layout del circuito obbligato dalla scelta di correre nell’area delle Olimpiadi 2014. «Ci sono alcuni punti di staccata impegnativi, come in curva 13 e anche curva 4, è un circuito molto tecnico che probabilmente non ha un punto saliente, una curva che obbliga a tirare fuori gli attributi, richiede molto tempo per interpretarla», spiega il russo che giocherà in casa, dopo un’eccellente qualifica (quinto) con la Toro Rosso nel 2014. Se, comprensibilmente, l’analisi di Kvyat cerca di trovare gli aspetti positivi di un circuito che non ha offerto particolari emozioni agli spettatori davanti alla tv, Ricciardo divide quelle che sono le strutture intorno al tracciato dalle caratteristiche della pista: «Gli organizzatori hanno fatto un buon lavoro con le strutture, tutto è al vertice. Hanno realizzato tribune davvero belle nella zona dello stadio e questo crea un’atmosfera piacevole, ma al volante, è una pista con curva a 90°, rettilineo, curva a 90° gradi, rettilineo: è piuttosto piatta quanto a emozioni per il pilota». Fabiano Polimeni