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Mauro Baldi crede nella Ferrari 499P!

Mentre leggete queste righe la Ferrari 499P è in azione a Sebring per i test collettivi precampionato e tra sei giorni debutterà in gara nel Wec, alla prima prova della serie con la cosiddetta 1000 Miglia di Sebring.

Storica ultima volta

L'ultimo successo di un prototipo Ferrari sul nobile e antico circuito dell'aeroporto risale al 1998, con l'affermazione di Moretti, Theys e Baldi sulla 333 Sp privata del team Doran, gestita in nome e per conto di "Momo". Proprio Mauro Baldi, reggiano, 67enne, di recente premiato con un Casco Legend da Autosprint, ricorda con nostalgia quella vittoria: «A dire il vero a me per anni e anni Sebring non è mai piaciuta, perché è una pista molto selettiva e impegnativa, scomoda, dal fondo irregolare. In pratica, si sta più tempo in aria che sull’asfalto, tanto è sconnessa e mangiamacchine. Però devo anche dire che nel 1998 con la 333 Sp tutto andò a meraviglia. Riuscimmo a fare la selezione nella notte gettando le basi per il nostro successo, bellissimo e fortemente voluto da Moretti, il quale finalmente aveva insieme a noi il giusto premio per venti anni esatti di militanza nelle corse americane dell’Imsa. In una stagione da urlo, che vide la nostra Ferrari rtrionfare anche alla 24 Ore di Daytona e al Glen, nell’altra corsa lunga Imsa, portando a termine il grande slam». E quanto al debutto della 499P, come lo vedi? «Be’, Sebring non è certo un posto tranquillo e che perdona. Al contrario, dico che se i ragazzi di Amato Ferrari si dimostreranno subito ultracompetitivi con la Ferrari Hypercar, si tratterà di un debutto assolutamente fenomenale e oltre ogni più rosea aspettativa. Nello stesso tempo, pur toccando ferro, non mi stupirei se la via da percorrere si dimostrasse più impervia, viste le difficoltà tipiche della gara. È vero, la 1000 Miglia del sabato durerà 8 ore e non le 12 canoniche della versione Imsa, ma le difficoltà morfologiche restano. Una macchina che dura 8 ore a Sebring ne fa il doppio a Le Mans senza problemi, è questo il punto. E il motore è l’organo meno sollecitato: per tutto il resto della vettura la pista rappresenta una prova terribile. Comunque, avanti così e forza Ferrari. Sfidare la Toyota che vanta già due stagioni piene di esperienza Hypercar, all’inizio sarà un compito titanico. E ci vorrà tempo per prendere in mano adeguatamente la situazione. Poi le rose fioriranno, come speriamo tutti».