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Lancia LC2, quel gioiello di tecnologia col V8 Ferrari

La Lancia LC2 è una vettura costruita appositamente per gareggiare nel campionato mondiale sport prototipi Gruppo C tra il 1983 e il 1986, anno in cui la Lancia abbandonò le gare su pista per dedicarsi esclusivamente al mondiale rally. La vettura, nelle intenzioni della Casa di Torino, doveva spezzare il predominio Porsche in un campionato mondiale estremo come quello sport prototipi gruppo C, dove le limitazioni regolamentari erano davvero poche e riguardano per lo più i consumi e il fatto che la vettura dovesse essere obbligatoriamente chiusa (niente barchette). La Lancia LC2 nasce con genoma Abarth (come rivelato nel nome di progetto Abarth SE036), motore V8 da 3 litri progettato in Lancia ma costruito in Ferrari, due turbocompressori KKK e telaio affidato alla sapienza dell’ingegner Dallara.   Il risultato è un’auto potentissima, con 640 cavalli in gara (per tenere bassi i consumi) che potevano arrivare fino a 1000 cavalli in qualifica o in fase di sorpasso, con una semplice azione su un manettino che agisce sulla pressione delle turbine, azionato dal pilota. Un vero e proprio mostro incollato all’asfalto grazie a una aerodinamica particolarmente efficace, ma che soffriva di non risolvibili problemi di surriscaldamento che ne compromettevano l’affidabilità nelle gare più lunghe. La Lancia LC2 quindi era sempre molto efficace in qualifica e nelle prime fasi delle gare cui partecipava, ma spesso era costretta al ritiro dopo le prime ore di guida. Motivo per cui su 51 gare cui l’auto ha partecipato tra l’83 e l’85, a fronte di 13 pole position, la LC2 è riuscita a vincere solo in 3 occasioni.