Una lettera, che è un ringraziamento e un pensiero diffuso. Un post sui social, un’espressione struggente del momento. Una lettera ad Alex Zanardi da Papa Francesco, un post da Niccolò a papà Alex. Sono i due passaggi delle ultime 24 ore più emozionali e significativi nella vicenda che sta vivendo Zanardi nella rianimazione del policlinico Santa Maria alle Scale di Siena. Parole alle quali seguono quelle di un bollettino medico ancora all’insegna della stazionarietà del quadro clinico.

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La missiva di Papa Bergoglio accompagna il momento critico con la preghiera perché possano migliorare le condizioni di salute.

Carissimo Alessandro,

la sua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Attraverso lo sport hai imparato a vivere la vita da protagonista, facendo della disabilità una lezione di umanità. Prego per te… Grazie per aver dato forza a chi l’aveva perduta. In questo momento tanto doloroso le sono vicino, prego per lei e per la sua famiglia.

Tempra e determinazione hanno raccontato di Zanardi soprattutto dopo l’incidente del 2001. Una nuova lotta, oggi, per la vita, nella quale può contare sulla presenza del figlio Niccolò, 3 anni appena quando l’incidente del Lausitzring cambiò tutto. Oggi ventiduenne, dai social è tornato con un’immagine forte a dire quanto quella determinazione sia nel dna di famiglia: "Io questa mano non la lascio. Dai papà, anche oggi un piccolo passo avanti"

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Io questa mano non la lascio. Dai papà, anche oggi un piccolo passo avanti ??

Un post condiviso da Niccolò Zanardi (@niccolo_zanardi) in data:

Stop ai bollettini medici

L’attualità vive intorno all’ultimo bollettino medico, resterà tale in assenza di importanti variazioni del quadro clinico da comunicare. “Rimangono stazionarie le condizioni di Alex Zanardi, ricoverato nella terapia intensiva del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena da venerdì 19 giugno. L’atleta ha trascorso la quinta notte di degenza senza sostanziali variazioni nelle sue condizioni cliniche, per quanto riguarda i parametri cardio-respiratori e metabolici, e rimane grave il quadro neurologico.

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Continua il neuromonitoraggio e viene valutato costantemente da un’équipe formata principalmente da anestesisti-rianimatori e neurochirurghi, affiancata da un team multidisciplinare in base alle diverse esigenze cliniche. Il paziente è sempre sedato, intubato e ventilato meccanicamente e la prognosi rimane riservata. Sentita la famiglia, si ritiene utile non diffondere altri bollettini medici sino a quando non ci saranno variazioni significative sul suo stato di salute”.

Interventi passo per passo

Ieri, dopo la conferma dei medici di come una riduzione della sedazione non sarebbe avvenuta prima della prossima settimana, il dott. Giuseppe Oliveri – direttore di Neurochirurgia della struttura senese – ha commentato ai microfoni di Sky Sport, in merito alle valutazioni dei danni e la possibilità di ridurre lo stato di coma: “Non sappiamo quanto del coma sia dovuto ai farmaci e quanto alle condizioni neurologiche. Ho cercato di spiegare che c’è un danno primario che avviene al momento del trauma e un danno secondario, le conseguenze del trauma, tra queste le conseguenze metaboliche. Queste si possono prolungare per 10-15 giorni, vengono corrette dalla somministrazione della sedazione, sono fondamentali.

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Nessuno pensa di interrompere delle terapie fondamentali per la curiosità di vedere com’è lo stato clinico. Non ci poniamo il problema della finestra, si segue si fa quel che si deve fare passo per passo”.