I l Campionato del Mondo di Formula 1 del 2019 sarà molto importante per i colori italiani. Antonio Giovinazzi prenderà posto sulla griglia di partenza, sedendosi al volante della prossima monoposto realizzata dalla Sauber, ponendo così fine a un’astinenza di piloti “azzurri” nella classe regina dell’automobilismo sportivo che durava da troppi anni. Se il Tricolore ritrova un posto in griglia nel Circus con un suo pilota, una buona fetta del merito è da assegnare al presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani e ad Aci Team Italia che ha supportato la carriera del ragazzo pugliese. Da Martina Franca, suo paese di origine, il quasi 25enne (domani il compleanno: auguri!) ne ha fatta di strada e di gavetta per arrivare a conquistarsi il ruolo da titolare.

Come tanti ha iniziato da giovanissimo con i kart, vincendo il titolo nazionale e quello europeo nella classe 60cc, ma proprio come tanti ha trovato difficoltà nell’emergere perché all’inizio della sua carriera ha avuto solo il supporto dei genitori e non di sponsor dalle borse con infinite disponibilità economiche. Ma come pochi il suo talento ha fatto la differenza. ACI Team Italia aveva intravisto le qualità del ragazzo e l’ha supportato fino all’esordio in Formula 1, con il presidente Angelo Sticchi Damiani che ha seguito l’operazione con grande passione.

La consacrazione arriva dopo la vittoria a Monza, in GP2, nel 2016. Le sue prestazioni non passano inosservate, soprattutto agli occhi di Marchionne. Il manager italo-canadese, scomparso quest’anno, lo prende per portare avanti il progetto di rinnovamento del Reparto Corse della Ferrari e dal 2017 diventa il terzo pilota per la Rossa. Simulatore, test, invernali, poi la prima grande occasione, quando ha sostituito nelle prime due gare del campionato 2017 l’infortunato Pascal Wehrlein in Sauber. Il suo debutto in Australia ha messo fine a un’assenza di piloti italiani che durava dal novembre 2011 in Brasile. Il secondo GP, in Cina, concluso a muro prima di cominciare, ha rischiato di bruciare Antonio troppo presto, ma il pugliese non si è arreso alle critiche.

Alle prime esperienze da titolare, è seguito un’altra lunga panchina, condita da apparizioni nelle prove libere, al volante della monoposto svizzera e per la Haas, in attesa di quel desiderato posto fisso, per avere la quella continuità che è l’unica condizione per dimostrare a tutti di essere tra i piloti più veloci della terra a pieno titolo. Sedile, finalmente, arrivato. La nuova generazione delle monoposto di F1, quelle nate con le regole aerodinamiche che, in teoria, dovrebbero favorire i sorpassi, lo attendono e quando quelle cinque luci rosse si spegneranno, l’Italia tiferà per lui. A Milano, nella sede di Garage Italia, brillerà tra le tante stelle anche la sua nella serata che Autosprint e l’Automobile Club d’Italia hanno riservato ai protagonisti delle quattro ruote. I Volanti ACI e i Caschi d’Oro saranno il punto di incontro ideale della festa che sancisce a pieno titolo l’inizio di una nuova fase della carriera di Giovinazzi.