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In un automobilismo che sta sempre più avviandosi sulla strada dell’ovvio e del prevedibile, uno dei viaggi più affascinanti e struggenti conduce alle corse dagli esiti più inattesi e sorprendenti di sempre. Tra questi, una spicca in particolare ed è la Corsa dei Campioni Edizione 1973, sullo stupendo circuito di brands hatch.

La gara non è valida per il mondiale, eppure attira un nutritissimo lotto di iscritti, molti dei quali direttamente provenienti dalla F.1, reduce dalla trasferta di Kyalami, in Sudafrica, laddove ha vinto Jackie Stewart su Tyrrell nel giorno del salvataggio dalle fiamme di Clay Regazzoni ad opera di un meraviglioso Mike Hailwood, sceso dalla sua Surtees per slacciare le cinture di sicurezza ed estrarre il pilota svizzero dalla Brm, evitandogli morte certa e atroce.

Hailwod su Surtees TS14, Niki Lauda su Brm P160, affiancato dal veterano Jean-Pierre Beltoise e da Vern Schuppan che sostituisce Regazzoni, capeggiano gli iscritti della F.1, affiancati dalle Lotus 72 di Emerson Fittipaldi e Ronnie Peterson e dalla McLaren che porta la nuovissima M23 al debutto europeo con Denis Hulme e la vecchia M19 con Jody Scheckter. Sensazione la desta la Brabham che fa esordire la BT42 a sezione trapezoidale progettata dal giovane Gordon Murray per il tester John Watson, col boss Bernie Ecclestone che presta il muletto, la vecchia BT37, al veterano Graham Hill, il quale non ha ancora pronta la sua Shadow Dn1-Embassy privata.

Poi c’è James Hunt con una vecchia Surtees Ts9 noleggiata da Lord Alexander Hesketh appositamente per il suo pupillo. Quanto a Frank Williams, ecco lo iscrivere due Iso-Marlboro per Howden Ganley e Tony Trimmer. Insomma, a parte la Tyrrell e la Ferrari, i nomi grossi ci son tutti e il plateau dei partecipanti è semplicemente da urlo, per un weekend che fa il pienone, attirando circa 50mila spettatori, con le tante tribune al gran completo.

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