È una Rossa con troppe spine quella che se ne va in vacanza da un Mondiale di Formula Uno dove Lewis Hamilton continua a fare la voce grossa. Ancora una volta giù dal podio, la Ferrari perde anche il secondo posto nella corsa al titolo Costruttori e al ruolo di anti-Mercedes. Da Budapest a Hockenheim, passando per il rumoroso divorzio da James Allison, la pista ha raccontato di una SF16-H in affanno e di una squadra alla ricerca di una serenità perduta dietro a quello che poteva essere e non è stato.

La Rossa s’è sbiadita in un’estate torrida nella quale si sperava tanto che le cose andassero diversamente. Ancora a caccia della prima vittoria stagionale, in posizioni anonime da due Gp di fila, la Ferrari si trova adesso ad affrontare il momento più complicato da quando al comando di Maranello c’è Sergio Marchionne. Un momento difficile in cui sarà fondamentale ricompattare truppe e morale perché alla fine della stagione mancano ancora 9 Gp e in teoria ancora molto, tanto, può succedere.

"Sprofondo rosso", le cause della crisi Ferrari

C’è un fermo immagine che ci ha accompagnato fino all’ultimo in questa stagione di scossoni: è il via del Gp d’Australia, la Rossa di Vettel che scatta davanti a tutti sull’asfalto di Melbourne e ci rimane fino a quella bandiera rossa che è stata quasi un segno premonitore. Da allora alla SF16-H, che nell’occasione se l’era giocata quasi alla pari con la Mercedes, è mancata la capacità di evolvere. Un problema gigantesco che Maranello si porta dietro da tempo. 

E così mentre i rivali hanno fatto grandi passi avanti, la Ferrari non ha saputo replicare, s’è smarrita, è andata in ansia da prestazione. Certo, adesso, la delusione per un luglio davvero da dimenticare è molto forte, ma di sicuro dalle parti di Maranello sarà uno stimolo in più per continuare a inseguire la vittoria. Maurizio Arrivabene a Hockenheim nel post Gp è stato abbastanza chiaro. E a chi gli chiedeva conto del secondo posto che la Red Bull aveva appena soffiato alla Rossa, ha replicato. «Vorrà dire che adesso invece di uno abbiamo due competitor. Ma se volete che vi dica che mi arrendo, questo no!». Giusto così. Arrendersi mai. Anche perché in questo Mondiale con la Mercedes che domina e la Red Bull che si agita ci manca davvero tanto anche la Ferrari. Quella che ci aveva illuso all’alba del campionato 2016.