C’è una grande certezza un grosso punto interrogativo nel Mondiale di Formula Uno che sbarca in Brasile, sulla pista di Interlagos, 800 metri di altitudine e un duello ad alta quota nella classifica che potrebbe già essere decisivo. Partiamo dalla certezza. Quello che approda in Sudamerica è un campionato che deve giocoforza ritrovare credibilità, dopo il teatrino poco edificante di Città del Messico, una commedia del ridicolo. C’è bisogno di un deciso rewind. 

«Adesso basta, di tutte le polemiche e delle normative sui sorpassi ne ho abbastanza. C’è da chiedersi per gli oltre 60 anni precedenti, in F.1 come avranno mai fatto a superarsi senza tutte quelle norme. Il problema è che ormai ogni piccolo episodio, ogni fase di sorpasso o di duello in pista, con questa gente diventa un dramma. È così mia intenzione convocare al più presto una riunione straordinaria del Gruppo Strategico, per risolvere questa situazione in modo definitivo». Aveva parlato in questi termini Bernie Ecclestone sulla linea di partenza del Gp messicano, prima che si scatenasse l’inferno dei commissari con decisioni non prese, penalizzazioni discutibili e un terzo posto passato per tre volte di mano.

A questo punto serve per forza un’energica inversione di tendenza perché ormai quando lo spettacolo si accende trattasi soltanto di roba irregolare ed è abbastanza evidente che non può andare avanti una situazione del genere. Poi c’è il grosso punto interrogativo: come finirà il faccia a faccia tra Rosberg ed Hamilton per la conquista del Mondiale Piloti? Se Nico dovesse vincere conquisterebbe per la prima volta in carriera il titolo. Considerato che Rosberg ha vinto le ultime due edizioni del Gp del Brasile, questa è una prospettiva piuttosto possibile. Se invece Hamilton riuscirà ad ottenere la terza vittoria consecutiva, allora si andrà ad Abu Dhabi in uno scenario ancora aperto. Con tutte le complicazioni che un titolo da assegnare all’ultima gara implica. Ce n’è abbastanza per vivere un week end ad alta intensità emotiva. 

Mentre il Mondiale di Formula Uno entra nella sua fase finale il motorsport fa i conti con gli addii di Audi e Vw che hanno provocato comunque grande sorpresa. Ai 200 milioni risparmiati nel Mondiale Endurance con la Casa dei Quattro Anelli, si aggiungono, adesso, i 60 che venivano destinati dalla Volkswagen per il Mondiale Rally. La squadra che ha conquistato gli ultimi quattro titoli iridati correrà in Australia l’ultima gara, poi nonostante i numerosi test già effettuati sulla nuova Polo Wrc Plus 2017 chiuderà i battenti e lascerà la serie iridata. È l’effetto domino del dieselgate. Un’altra bella storia da corsa che si chiude generando tanti rimpianti.