Uomini contro. Sfide iconiche. Duelli da film. La Formula Uno, vista attraverso alcuni terribili, indimenticabili, faccia a faccia tra campioni. Confronti duri, spietati, spesso al limite e sovente fra compagni di squadra, che hanno scatenato overdose di emozioni, graffi nella storia della specialità, zampate crudeli sul volto del rivale. Sconfitto, ma non vinto.

È questo il filone narrativo per un nuovo numero di Autosprint Gold Collection (in edicola da venerdì 20 settembre)  con dodici sfide tra piloti di F.1, scritte all’interno di uno spazio temporale che va dal 1974 al 2016 perché è ovvio che ogni epoca nel Circus è stata infiammata da sfide epiche in cui spesso la differenza tra vincitore e vinto si è assottigliata così tanto da sparire, lasciando nella mente degli spettatori solo il gusto per la lotta. Uomini contro in F.1. Come quelli che sono stati messi in copertina.

Alain Prost-Ayrton Senna e tra loro l’insostenibile pesantezza di un confronto che ha fatto storia, contraddistinto un’epoca e soprattutto ha diviso e creato fazioni. Raccontava Ron Dennis ad Autosprint alla fine del Mondiale 1989: "Ayrton Senna e Alain Prost hanno due caratteri agli estremi, sono come l’acqua e olio, non si possono mischiare assieme. Non ho mai cercato di farlo, ma anche così facendo, è stato inevitabile avere dei problemi tra di loro".

E poi ci sono duelli, magici, indimenticabili, tuffi nel cuore. Immagini e parole da brividi. Come quelle che usa Mauro Forghieri parlando del ruota a ruota infinito tra Villeneuve e Arnoux al Gp di Francia a Digione nel 1979. "Gilles contro René è il più bello spettacolo che ho mai visto in tutti i secoli della mia carriera. Avevo delle responsabilità, un ruolo, delle prerogative ben precise alla Ferrari, eppure io in quei minuti mi sono divertito come un pazzo. La sera festeggiammo tutti insieme e in pochi minuti ci rendemmo conto che stranamente eravamo molto più felici noi di quelli della Renault, con il vincitore Jabouille che per tutto il resto della sua vita, avrebbe maledetto la sorte d’aver vinto un Gran Premio così importante in un giorno in cui la leggenda avrebbe rapito per sempre, guarda te la vita, solo il primo e il secondo degli sconfitti.  Ma il bello venne dopo. Tornammo a Maranello e trovammo ad accoglierci un Enzo Ferrari scatenato, alle stelle. Non l’ho mai visto così contento per un secondo posto".