Un Max Verstappen in versione InterMagos fa giochi di prestigio nel Gp del Brasile, la gara più pazza del Mondiale 2019, capace di produrre un’overdose di emozioni. Dietro l’olandese dalla lingua biforcuta e il piede destro grande quanto un condominio, c’è la trama di un film adrenalico e la regia di uno di quelli bravi.

Perché nel giorno in cui le due Ferrari fanno patatrac, si autoeliminano e danno materiale buonissimo per esacerbare il dualismo Vettel-Leclerc e regalare scene da far felice il perito delle assicurazioni, ecco che Pierre Gasly e la Toro Rosso scrivono un’altra pagina straordinaria, artigliando un secondo posto al platino all’interno di una stagione che aveva già regalato un podio. Un risultato clamoroso per il team faentino, l’ultimo graffio importante in F.1 prima del cambio di denominazione e dopo una una storia che ha regalato gioie indimenticabili.

Con le Rosse che fanno harakiri, c’è un pezzo l’Italia che si mette in vetrina nel week end del Gp, oltre che con la Toro Rosso, anche con l’Alfa Romeo Racing che con Raikkonen e Giovinazzi hanno acciuffato punti pesanti e soprattutto rigeneranti. Ma in fatto di imprese straordinarie c’è anche quella compiuta da Carlos Sainz che con una straordinaria rimonta dall’ultimo posto è risalito fino alla terza posizione.

Peccato che lo spagnolo non abbia potuto festeggiare assieme a Verstappene e Gasly il primo podio della carriera. Resta da capire: perché è stato negata la festa sul podio? Perché si è dovuto attendere, così tanto, prima di certificare quel risultato? Ma perché ha fatto prima Lewis Hamilton ad ammettere il proprio torto, che i commissari a prendere una decisione che poteva tranquillamente essere presa prima?

In anticipo, invece, cambiando argomento, è arrivata la conclusione del Mondiale Rally nel quale si celebra il trionfo della Hyundai, per la prima volta iridata nella specialità. Un successo arrivato senza correre l’ultimo round della stagione e con 18 punti sulla Toyota dopo la cancellazione del Rally d’Australia e fortemente voluto da Andrea Adamo, il manager italiano che sta ormai diventando specialista in titoli iridati. Dopo la conquista del mondiale l’anno scorso in Wtcr ecco che è giunta la replica anche nei campionato del mondo rally. Tanto di cappello all’ingegnere piemontese.

Ma in fatto di italiani vincenti è da applausi anche la prestazione di Raffaele Marciello, che a Macao ha dettato legge nel World Fia Gt dominando in lungo e in largo nel weekend.

Intanto venerdì prossimo scatta Stagione 6 della Formula E, campionato sempre più grandi firme che quest’anno vede il debutto anche di Porsche e Mercedes. Una serie tutta da seguire con 24 monoposto al via e 10 Case impegnate. Infine, dal prossimo 20 novembre, un nuovo numero di Autosprint Gold Collection esce in edicola. Si chiama Alfa Romanzo e racconta la storia del Biscione in Formula Uno. Sono 132 pagine di pura passione.

Autosprint Gold Collection, Alfa Romanzo