La suggestione è forte e soprattutto ancora lontana. Come per la Juventus, anche per la Ferrari, John Elkann vuole un Cristiano Ronaldo, quello della Formula Uno: Lewis Hamilton. Da CR7 a LH44 il passo è bello lungo ma la storia insegna che niente è impossibile. Si ragiona, ovviamente, in chiave 2021, quando ci sarà l’effetto domino della scadenza di contratti pesanti. 

Il resto accende la fantasia ma si scontra con la realtà delle dinamiche sulle quali si svilupperà il Mondiale 2020, quello che potrebbe lanciare Hamilton alla conquista del settimo titolo iridato ed eguagliare il record di Michael Schumacher. Per come sono andate le cose anche nell’ultimo round di Abu Dhabi, il messaggio lanciato è stato forte e inequivocabile con Lewis e la Mercedes che hanno ribadito la loro devastante supremazia. 

GP Abu Dhabi F1, analisi gara: Hamilton chiude in bellezza

Per la concorrenza, quindi, meglio pensare alla stagione ventura. Quella nella quale Max Verstappen e Charles Leclerc sono chiamati a rendere la vita impossibile all’impaziente inglese, uno che non è mai sazio e che ha dimostrato ancora una volta di appartenere a un altro pianeta. Riusciranno nell’impresa? Presto per dirlo adesso, ma è abbastanza evidente che l’olandese della Red Bull e il monegasco della Ferrari hanno tutte le carte in regola (monoposto permettendo) per giocarsela a viso aperto con il sei volte campione del mondo.

Nel frattempo in fatto di colpi di mercato a sorpresa è il Mondiale Rally a non farsi mancare nulla. E così in seguito alla decisione di Ott Tanak di lasciare la Toyota dopo la conquista del suo primo titolo iridato per accasarsi alla Hyundai, ecco la replica del team guidato da Tommi Makinen che ha rivoluzionato la line-up e nel 2020 schiererà il sei volte campione del mondo rally Sebastien Ogier, in fuga con un anno d’anticipo sulla scadenza del contratto dalla Citroen, Elfyn Evans e il baby prodigio Kalle Rovanpera. Roba da non vedere l’ora che si inizi di nuovo a correre.