È una F.1 che vola totalmente verso il futuro quella che sta muovendo i propri passi in queste settimane. Squadre al lavoro sulle monoposto 2020 e occhi rivolti anche all’anno successivo, quello che introduce una nuova rivoluzione e speriamo anche nuovi scenari. Nei reparti corse delle protagoniste del Mondiale di F.1 il lavoro è costante, incessante, stringente per tenere fede a tabelle di marcia precise e a volte pure ansiogene e intanto vengono blindati anche i big destinati ad avere un ruolo di primo piano nella corsa al titolo delle stagioni a venire.

Dopo il contratto a lunga scadenza siglato da Charles Leclerc con la Ferrari, è arrivato anche quello che blinda Max Verstappen alla Red Bull fino al 2023. Mosse che anticipano il futuro, destinate a bloccare lo scacchiere anche in casa altrui. In attesa di scoprire quando anche Lewis Hamilton rinnoverà con la Mercedes.

L’unica cosa certa è che nelle prossime stagioni, il 6 volte iridato dovrà vedersela soprattutto con i due giovani rivali Leclerc e Verstappen. Già, Charles e Max, talenti cristallini pronti ad andare incontro al futuro a viso aperto, sicuri, ingordi di successi, vogliosi di iniziare a scrivere una nuova storia…

In fatto di storie, questa settimana, ce ne sono diverse da leggere sul secondo numero di Autosprint del 2020. Dove è la Dakar ad avere lo spazio che si merita. Oltre alle prime battute di una gara che dopo le prime tappe vede Carlos Sainz leader al volante della Mini, le interviste a Jackie Ickx e Hubert Auriol sono vere e proprie chicche per tutti gli appassionati. Non da meno il faccia a faccia con Fernando Alonso che ha ribattezzato la sua partecipazione al grande raid, il quale da quest’anno ha trovato la sua nuova culla in Arabia Saudita, una piccola follia dentro alla sua carriera.

Infine si sta per rimettere in moto il Mondiale Rally che il 23 gennaio scatterà sulle strade iconiche del Rally di Montecarlo. Molte di quelle strade, esattamente 40 anni fa, video l’impresa abbastanza smargiassa di Attilio Bettega che con la piccola Ritmo Gruppo 2 seppe conquistare uno straordinario sesto posto finale, riuscendo pure a mettere alle sue spalle i draghi del Mondiale del 1980 sulla speciale mito del Turini. Proprio di quella straordinaria avventura, orgogliosamente made in Italy che fece da trampolino di lancio per la carriera di Attilio, vi parliamo su questo numero riportando alla luce una storia che all’epoca mandò in visibilio gli appassionati italiani dei rally.

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