Transformers, bolidi mutanti e resilenti. S’intitola così il numero finale che chiude la prima stagione di Autosprint Gold Collection. Ben 132 pagine dedicate a quelle auto che hanno avuto più vite. Perché non c’è niente di più poetico delle storie di macchine da corsa nate per ballare una sola estate e che invece sanno mutare ed evolvere fino a bucare categorie, campionati ed addirittura epoche.

È un cerchio che si chiude questo ultimo numero della prima stagione di Autosprint Gold Collection. E mentre siamo pronti a iniziare a disegnarne un altro, altrettanto forte e avvincente, assaporiamo fino in fondo l’intensità di un viaggio che ormai da tempo ci ha visti impegnati sul versante della passione e dei bei racconti da corsa. Come quello che vi proponiamo sul n°12 e che parla delle auto dalle mille vite, quelle che non si arrendono al tempo che passa.

Una storia come questa è perfetta per sigillare, la nostra prima serie da collezione. Ogni mese voi carissimi lettori ci avete seguito con fedeltà,  edizione e la solita sconfinata passione: ringrazio davvero di cuore ognuno di voi, anche se siete in tanti e possedete peculiarità davvero particolari. Perché il popolo che ama le corse è differente, ha il sacro fuoco che scorre nelle vene. È cacciatore di dettagli fuori mano e fuori scena, ma che raccontano un’epoca. Si muove sul crinale dei ricordi, spesso aggirandosi in un mondo che non c’è più e dove si parla solo con i verbi ausiliari della memoria. Ma per molti di voi, proprio quel mondo che adesso sembra tanto distante e perduto, è stato l’imprinting, la prima immagine che ha acceso subito il cuore.

L'Editoriale del Direttore: Sfidanti fissi nel Circus della F.1