Ora basta! Lo gridiamo forte in copertina su questo numero di Autosprint mentre il Mondiale di F.1 2020 si sposta dall’Austria all’Ungheria, dopo un week end imbarazzante della Rossa in Stiria. #EssereFerrari e non #EssereFerrari: questo è il dilemma. Sottolinea Mattia Binotto: "Più che guardare alle responsabilità o cercare colpevoli, si tratta di lavorare in maniera unita a Maranello per migliorare la vettura il prima possibile e non partire da metà griglia".

Appunto. Inutile puntare il dito, dietro al quale non si nasconde il team principal della Ferrari. Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti. E non è uno spettacolo al quale i tifosi della Ferrari (almeno in tempi recenti e al netto di stagioni senza iride ma mai così in basso nello schieramento) sono abituati. Binotto non fa giochi di parole ma chiarisce quella che è la situazione all’interno della Scuderia dove questi non saranno certo giorni al miele.

Dice la verità l’ingegnere di Selvapiana e ai tifosi della Rossa viene lo sconforto perché vista così sembra proprio una stagione da lacrime e sangue negli inferi di un Mondiale che continua a essere zona di caccia della Mercedes. Prima il popolo rosso si accontentava di essere la seconda forza, adesso sembra un sogno mostruosamente impossibile?

Ora che il Gp della Toscana al Mugello è diventata cosa ufficiale con la vidimazione in calendario per il prossimo 13 settembre, il menù all’italiana potrebbe arricchirsi ulteriormente con l’entrata in scena di Imola. Con la conferma della sfida sul circuito di proprietà della Ferrari e quella di Sochi, il Mondiale 2020 ha adesso 10 round sicuri, ma ne restano altri in bilico.

L’idea è quella di aggiungere altri tre round in Europa e segnatamente Portimao, Hockenheim e appunto la pista intitolata a Enzo e Dino Ferrari. Tre appuntamenti da sommare ai tre Gp in programma in Medioriente per arrivare a quota 16 gare e affrontare solo nel finale della stagione le trasferte extra-europee. Un Mondiale sempre più all’europea, dove la presenza di Imola andrebbe a completare un magico triplete tricolore per il quale, è ovvio, facciamo il tifo anche perché metterebbe il nostro Paese sotto ai riflettori e con un ruolo centrale nel Motorsport.

In ultimo un ricordo. Quello dedicato a Valeriano Stradi, da tutti conosciuto come Valerio, scomparso all’età di 86 anni. È stato uno degli uomini più vicini al Drake, ne conosceva i segreti. Figlio di un muratore di Maranello che aveva contribuito alla costruzione dell’azienda, Valerio aveva lasciato gli studi perché chiamato da Enzo Ferrari in persona. Entrato in Ferrari quando aveva solo 16 anni, ha trascorso la sua vita al fianco del Drake, ricoprendo, in breve tempo, il ruolo di segretario personale.

Carica che ha mantenuto per 40anni, sino al pensionamento. Quando Enzo Ferrari decise di creare i Ferrari Club, per dar modo ai tanti tifosi della Ferrari di avere un riconoscimento da parte della casa del Cavallino, incaricò proprio Valerio di coordinarli e lui non si risparmiò, gestendoli al meglio: ha girato l’Italia intera, per essere presente alle varie iniziative promosse dai ferraristi. Ai suoi cari giungano le condoglianze di Autosprint.