"Vincere a Monza? Sarebbe una bella follia!". Dicembre 2019, Caschi d’Oro a Milano. Poco prima di salire sul palco e ricevere il premio come pilota rivelazione della passata stagione, Pierre Gasly mi strizza l’occhiolino e abbozza un sorriso.

L’immagine torna ora prepotente alla memoria mentre si celebra il trionfo del francese e dell’AlphaTauri, l’altra Italia che vince. La prima in F.1 del biondo che abita a Milano, la seconda del team faentino nel magico mondo della F.1 a distanza di 12 anni dall’incredibile successo di Vettel sotto la pioggia.

Un sogno che si avvera come dodici mesi prima era accaduto al suo amico Charles Leclerc. E anche lui quel successo di Monza del 2018 lo aveva annunciato ai Caschi d’Oro. Al di là della coincidenza curiosa quella che si è scritta sull’asfalto del tempio della velocità è una bellissima storia di motorsport all’interno di una giornata pazza e storica. È la classe operaia che va in paradiso con pieno merito, capace di farsi trovare pronta al momento opportuno per costruirsi qualcosa di indimenticabile. Qualcosa che resta indelebile dentro a stagioni che sembrano monologhi spesso pure annoianti.

Oltre il doppio ritiro monzese con annesso schianto di Charles Leclerc, al di là della triste constatazione del cronometro, questa sarà una settimana di passione colorata di Rosso. Sulla pista del Mugello, con il Gp della Toscana che debutta nel Mondiale di F.1, si festeggia il Gp n°1000 della Ferrari.

Un evento dentro una storia leggendaria. La Scuderia è l’unica ad essere sempre presente nel Circus dal 1950 ed è quella che ha la bacheca più assortita in fatto di titoli.

Nessuno come la Rossa di Maranello che adesso vive giorni difficili. "Sbagliare la SF1000 è stato il mio peggior errore", ha ammesso Mattia Binotto (in un’intervista concessa la scorsa settimana al Corriere della Sera) nei giorni dell’Italia capitale della F.1 a cavallo tra Monza e Mugello piazzati dentro la tempesta che agita il Mondiale 2020 della Ferrari.

Il 1000° Gp del Cavallino sarà festeggiato dalla Scuderia in pista e a Firenze tra piazza della Signoria e Palazzo Vecchio sabato 12 settembre nella notte che precede l’atteso debutto della pista toscana nel magico mondo della Formula Uno. Si festeggia una grandissima storia dentro un anno difficile sul quale provare ad edificare un futuro migliore. Un punto per una nuova ripartenza a iniziare magari proprio dalla pista di proprietà del Cavallino. In fuga dal presente, la Ferrari si attacca al futuro prossimo venturo nelle parole dell’amministratore delegato Louis Carey Camilleri che al New York Times ha spiegato: "Sì, siamo in grande difficoltà, ma ho completa fiducia in Mattia Binotto e il suo team. I risultati non stanno arrivando, ma per certe cose serve tempo. Purtroppo in passato c’è stata troppa pressione e tanta gente lasciata andare. C’era una sorta di luogo con porte girevoli. Sto mettendo fine a quella situazione. Ciò di cui ha bisogno la Ferrari è stabilità e concentrazione. Se guardiamo al passato della Ferrari, a calibri come Jean Todt, Michael Schumacher e Ross Brawn, tutti loro hanno impiegato sei anni prima di iniziare a vincere e mettere a frutto il talento di un team eccezionale. Per questo voglio fare in modo che ci sia stabilità, sebbene la Ferrari sia sottoposta a una pressione incredibile, specialmente dai media italiani, che a volte sono brutali. Loro invocano licenziamenti, ma non è quella la soluzione. Questo, però, non significa che non pensiamo di inserire nuove risorse nel team che già abbiamo".

"Al Mugello avremo un quadro più chiaro e da lì in poi la situazione dovrebbe migliorare per noi. Spingeremo al massimo per arrivare terzi in classifica Costruttori, ma sappiamo che sarà difficile", ha detto Charles Leclerc da Monza. Il Gp d’Italia senza l’abbraccio del pubblico, amputato nella sua più bella virtù, scivola via con un presente da soliti noti nell’anestesia di un Mondiale cloroformizzato da Hamilton e la Mercedes.

Questa settimana in Toscana la F.1 tornerà a riaprire le sue porte (almeno in parte: 3000 gli spettatori) ed è rimandata anche la chiusura di ogni discorso sul nuovo record stabilito da Lewis. Al Gp della Toscana l’inglese, sei volte iridato, non raggiungerà Michael Schumacher a quota 91 Gp vinti e rimane a meno 2 da questa Cima Coppi dei Campionissimi: dovrà aspettare ancora a scrivere una nuova storia e solo con la sua firma. Ma questa è solo una questione di dettagli.