L’importante è la salute. E c’è da tirare un bel sospiro di sollievo per come è andato a finire uno dei più incredibili e terribili crash nella storia recente della Formula Uno. Con ancora davanti agli occhi le terribili immagini del crash di Romain Grosjean, uscito da quel girone dantesco di fiamme, incastrato con l’abitacolo della Haas sotto il guardrail della pista di Sakhir, si scrive la storia di un Gp che ha comunque avuto un santo protettore nel quale la Formula Uno ha lanciato un messaggio importante a livello di sicurezza con interventi tempestivi e azioni coraggiose.

Veder spuntare fuori da quel rogo pazzesco, il pilota della Haas senza una scarpa con la tuta e il casco annerito dalla fiamme fa ancora accapponare la pelle perché c’è la percezione netta dello scampato pericolo, la sensazione evidente che quelli sono stati istanti drammatici: sarebbe bastato un istante in più e si sarebbe scritta una pagina che mai avremmo voluto narrare.

E allora sì, tutto è bene quel che finisce bene anche se fa discutere quel rail che ha rischiato di trasformarsi in un cippo alla memoria. E invece un vero miracolo all’inferno consente adesso di raccontare un evento terrificante dove il limite della tragedia è stato paurosamente accarezzato.

Racconta Giampaolo Dallara che alla Haas F.1 fornisce il telaio: "Ho provato una paura incredibile, soprattutto nel momento in cui la regia internazionale ha staccato le riprese dal luogo dell’incidente, non mandando in onda replay. Quando ho visto Romain uscire dalla vettura con le proprie gambe ammetto che mi si è aperto il cuore. Credo che l’episodio accaduto in Bahrain testimoni il successo della gestione Jean Todt in termini di sicurezza. A Sakhir si è capito una volta di più che, fortunatamente, le vetture odierne sono sempre più sicure. Non v’è dubbio Todt che abbia po- tuto vedere da molto vicino con i suoi occhi che tutta la battaglia che ha compiuto per il raggiungimento della sicurezza ha raggiunto un risultato incredibilmente positivo. Pochi anni fa, senza Halo, probabilmente avremmo assistito ad un esito ben più drammatico e molto diverso da quello odierno".

"Non ero a favore dell’Halo, ma è la cosa migliore mai stata portata in F.1", ha detto Romain dal suo letto d’ospedale. Commovente il commento della mamma di Jules Bianchi: "La FIA ha introdotto l’Halo dopo l’incidente di mio figlio, e l’Halo ha salvato la vita di Grosjean oggi. Questo è fantastico. Sono molto contenta che adesso stia bene".

Già, e tutto il resto, compreso l’esito di un Gp e di un mondiale cloroformizzato da Lewis Hamilton, passa in secondo piano.

Nel frattempo nel prossimo weekend il Rally di Monza diventa la  sfida decisiva per l’assegnazione dei titoli nel Mondiale Rally 2020. Per la prima volta nella storia della specialità la gara nel tempio della velocità rivista, corretta e attualizzata alla bisogna, entra a far parte delle elette del giro iridato. Per la quinta volta quest’anno una manifestazione motoristica di portata mondiale per le quattro ruote piazza le sue tende nel nostro Paese a dimostrazione del ruolo di centralità che ha avuto nella ripartenza di questa travagliatissima stagione.

Con ancora i titoli in ballo sia nel Mondiale Piloti (dove i compagni di squadra Evans e Ogier sono divisi da 14 punti) sia nel Mondiale Costruttori (con la Hyundai davanti alla Toyota di sette lunghezze) sulle sedici speciali ricavate tra autodromo di Monza e speciali nella Bergamasca va in scena una gara incredibile che sarà possibile seguire con diversi collegamenti in diretta su RaiSport. Ma a proposito di titoli.

In ballo c’è anche quello della F.2 dove Schumacher e Ilott si giocheranno tutto nel prossimo week end dopo la sfida interlocutoria andata in scena nel fine settimana appena trascorso. Insomma si annunciano giorni di fuoco dopo le fiamme e il miracolo di Sakhir.