La vittoria di Checo Perez a Sakhir è un apostrofo rosa che si piazza in un finale di stagione incendiario sul fronte delle emozioni. Con le valige fuori dalla porta della F.1, in attesa di una chiamata dalla Red Bull, il messicano artiglia di forza la prima vittoria della carriera e regala a Racing Point una gioia indimenticabile. La bellezza di questa storia è proprio qui, nascosta tra le pieghe di una vicenda umana e agonistica che non può lasciare indifferenti.

È la zampata feroce di un pilota che si è sempre guadagnato la pagnotta con il suo enorme piede destro. Seguendo una regia incredibile il penultimo round del Mondiale 2020, orfano del suo re Lewis Hamilton colpito dal Covid-19, si è sviluppato su una trama davvero intrigante dove tanti dei principali attesi protagonisti sono finiti kappaò con la Mercedes che è andata in confusione, segno evidente che anche i grandi possono sbagliare...

Intanto nello scorso weekend Mick Schumacher ha portato a compimen to la sua missione, centrando la vittoria nel campionato di F.2. Prima di debuttare nel Circus il tedesco di FDA completa un processo di crescita che l’ha portato a conquistare la vittoria in tutte le serie che hanno accompagnato la sua scalata dai sogni fino all’approdo in F.1 che inizia con due anni di contratto alla Haas e poi chissà...

Ma nello scorso fine settimana anche altri titoli sono stati assegnati. Quello del Mondiale Rally. Diciamolo subito: il Rally di Monza è stato uno show. Davvero.

Una bella pagina di storie in controsterzo scritta in Italia. Oltre la straordinarietà di Sebastien Ogier settebellezze, al di là della strepitosa riconferma come regina del Mondiale della Hyundai guidata dal pluriiridato Andrea Adamo, c’è senza dubbio la vittoria della gara organizzata da AciSport.

Una sfida tosta e infida che ha saputo risvegliare anche tante delle passioni sopite. Il pianeta del Motorsport deve rendere grazie alla nostra Federazione che in quest’anno tremendo ha espresso un potenziale e una capacità organizzativa da prendere ad esempio.

Per la quinta volta una gara valida per un campionato del mondo ha piazzato le sue tende nello Stivale.

E stavolta l’operazione conclusa è stata ancor più fuori dal comune se si pensa che in neanche una cinquantina di giorni è stata messa in piedi una manifestazione che in altri momenti avrebbe bisogno di un anno per essere mandata in scena.

E non ci sarebbe troppo da stupirsi se anche nel 2021 lo spettacolo del Wrc tornerà a Monza, magari con la possibilità di avere anche del pubblico. Il compromesso trovato a livello di individuazione di percorso è stato uno straordinario capolavoro svolto da Tiziano Siviero, ovvero il migliore nel ramo e Antonio Turitto, manager del Rally d’Italia e il supporto di una struttura, quella di AciSport, che è riuscita a moltiplicare gli sforzi, per mettere in piedi un evento destinato a passare alla storia.

Per la prima volta, proprio nel tempio della velocità, non sono stati assegnati i titoli iridati della F.1 (e in passato è capitato spesso) ma ha incoronato i campioni del controsterzo.

E qui a prendersi tutta la scena è stato ancora una volta Ogier che ha messo le mani sul settimo titolo iridato con una gara tutta fosforo e cuore che ha usufruito alla grande del regalo che gli ha confezionato il suo compagno di squadra Elfyn Evans. A un passo dal primo titolo in carriera, il 31enne di Dolgellau ha gettato tutto alle ortiche con un’uscita di strada nel corso della seconda tappa nel cuore della Bergamasca, in un tratto innevato e con aderenza impossibile.

Le immagini del cameracar sono impietose e confermano che ha avuto un eccesso di fiducia quando, forse, sarebbe stato più indicato dosare invece che osare.

E a proposito di errori. Quello compiuto da Neuville che ha staccato una ruota contro un jersey lungo la Parabolica ha fatto sudare freddo l’entourage Hyundai. A toglie- re le castagne dal fuoco ci hanno pensa- to Tanak e Sordo, finiti entrambi a podio.

Con i punti incamerati arriva così la riconferma iridata per il team guidato da Andrea Adamo, un altro degli orgogli del Motorsport tricolore, che non sa far altro che vincere. Chi avesse dubbi può guardare alla bacheca Hyundai e a tutti i campionati del mondo vinti tra Wtcr e Wrc con al comando l’ingegnere piemontese che fa godere come pazzi i coreani.