Questo ultimo numero di un 2020 maledetto, chiuso in redazione mercoledì 23 dicembre, saluta l’arrivo a Maranello di Carlos Sainz, nuovo Cavallino Rampante pronto a entrare nei cuori del popolo ferrarista.

Vive una favola, lo spagnolo, che ha avuto il suo battesimo in rosso lo scorso 18 dicembre, senza dubbio la grande novità per una Ferrari che si lascia alle spalle una stagione terribile, la più dura e difficile dal 1980 a questa parte. In questa settimana che dal Natale ci introduce a Capodanno con Autosprint che continua a farvi compagnia, vi offriamo un focus completo sul madrileno pronto a affrontare con la solita grinta e voglia di crescere un nuovo Mondiale, il primo che vivrà al volante della Ferrari, un sogno che si avvera per lui, cresciuto dentro al motorsport.

Sterzi a parte: Sainz merita più rispetto

Già, perché di solito questo è un periodo sempre molto particolare per i Sainz. Subito dopo il feliz navidad celebrato in famiglia, papà Carlos se ne va alla Dakar a far riaccendere i riflettori su di sé, una volta che, concluso il Mondiale di F.1, Carlitos si mette per un po’ quieto. Ma non troppo.

Ogni anno l’appuntamento tra i due è poi al telefono alla fine di ogni tappa del Grande Raid, per una sorta di debriefing svolto tutto in famiglia. Saranno giornate molto particolari con papà Carlos a caccia della quarta vittoria nella gara-icona. Sono sempre state molto movimentate, queste giornate in casa Sainz. Quando papà Carlos correva nel Mondiale Rally questi erano i giorni delle ricognizioni del Montecarlo, gara d’apertura della serie iridata. Successivamente, quando Sainz senior ha iniziato a innamorarsi dell’avventura Dakar, ecco che la tradizione è proseguita.

Sarà un mese di gennaio molto particolare per Carlos jr, che inizierà a muove i primi passi nella Scuderia in attesa di scendere in pista a Fiorano per una prima presa di contatto con la SF71H, con nel mirino i primi test della stagione a Barcellona e il debutto della SF21, sulla quale cadranno i veli il prossimo 1 marzo, primo giorno di prove collettive a Montmelò.

Durante la sua visita a Maranello Sainz ha conosciuto gli ingegneri con i quali lavorerà, ha fatto il giro dei reparti e la prova del sedile. Per stare più vicino alla squadra ha preso un appartamento in Italia, aveva fatto lo stesso in McLaren. "È la prima volta in rosso, il che rende questo un giorno piuttosto speciale, per me. Sono completamente pronto, pienamente motivato qui già oggi, dopo aver lasciato il Regno Unito ieri. Sono totalmente pronto per questa nuova sfida. Ci saranno un po’ di giorni di vacanza, adesso, per staccare la spina e per assicurarci di ricaricare le batterie il più velocemente possibile. Ma potete stare certi che sarò qui abbastanza presto a gennaio per continuare a lavorare, per continuare ad aiutare questa squadra ad andare avanti il più velocemente possibile nella migliore direzione. Non vedo l’ora, oggi ho avuto già i miei primi incontri, il mio primo giro in fabbrica, ed è qualcosa che non dimenticherò mai", le sue prime parole da ferrarista.

Nel frattempo, però, non ha resistito al fascino di un progetto intrigante al quale Carlos Sr ha subito aderito. È l’Odissey 21, il mezzo realizzato per il nuovo campionato XtremE inventato da Alejandro Agag, il fondatore della Formula E: si va in luoghi remoti del pianeta, Groenlandia e Amazzonia, per lanciare un messaggio sulla lotta al cambiamento climatico.

Anche Lewis Hamilton e Nico Rosberg hanno aderito, con le loro squadre (finanziano, non fanno i piloti). Anche la vettura di papà Sainz è colorata di rosso, ma il Cavallino non c’entra nulla: i colori sono stati scelti dal team Acciona, per il quale corre il re dei rally, assieme alla copilota Laia Sanz.