Appuntamenti con la storia. Momenti in cui il racconto del motorsport apre nuovi capitoli e guarda al futuro. Belle pagine che rimangono impresse. E che soprattutto aprono nuovi scenari. Ne sono state scritte due nella settimana appena trascorsa usando inchiostro indelebile. Dall’ottava vittoria di Sebastien Ogier che entra nella leggenda del Rally di Montecarlo, all’ingaggio della sedicenne Maya Wueg da parte della Ferrari Driver Academy, la prima donna messa sotto contratto dal Cavallino. Vicende distanti ma che convergono tutte in una stessa direzione dentro al solco di quelle prime volte che segnano una precisa linea di demarcazione tra presente e futuro. Quel futuro ancora così fosco e precario in questi giorni dove il peggio rimane il nostro triste presente, dentro al quale l’unica, ultima, salvezza è rappresentata dai sogni, prima che anche questi finiscano in quarantena.

Ogier riscrive la storia del Monte

Già, i sogni. Prima di trasformarli in realtà, chissà quante volte Sebastien Ogier aveva fantasticato sul Rally di Montecarlo, ovvero la gara che ha acceso la sua passione, la benzina sul fuoco a incendiare il suo cuore che già batteva forte per le corse. Domenica scorsa al culmine di una lunga rincorsa il ragazzo di Gap diventato grandissimo con il volante di una vettura da corsa tra le mani ha iniziato a scrivere una nuova storia all’interno del rally più famoso del mondo. Per l’ottava volta si è aggiudicato in carriera la classica prova del Principato di Monaco, diventando così il pilota più vittorioso nel palmarés del “Monte”, ed anche l’unico capace di vincere la gara monegasca con vetture di cinque marche diverse (Peugeot, Volkswagen, Ford, Citroen e Toyota). È il successo numero 50 in carriera (il record di vittorie assolute di 79 successi ottenuto dal rivale Sebastien Loeb è ancora molto distante) che lancia Ogier nell’olimpo e verso la conquista dell’ottavo titolo iridato all’interno di un Mondiale Rally partito nel segno del francese e della Yaris che ha subito artigliato una bella doppietta. Una Toyota vincente a Montecarlo non si vedeva da ben 23 anni, l’ultima vittoria l’avevano ottenuta sull’esordiente Corolla Wrc Carlos Sainz e Luis Moya nel 1998, in un’altra era del rallismo. Sulla tolda di comando del team giapponese con base in Finlandia, è dolcissimo anche il debutto da team principal di Jari Matti Latvala, anche lui col suo sogno da realizzare. Ovvero riportare alla Toyota anche il titolo Costruttori che da due stagioni abbellisce la bacheca della Hyundai la quale al debutto nel Mondiale 2021 non è andata oltre il terzo posto con Thierry Neuville. Un inizio tutto in salita per il team guidato da Andrea Adamo, uno che non dorme sugli allori, segno che quest’anno l’asticella nella sfida con i rivali giapponesi si è alzata ancora di diverse tacche.

Quella rossa più rosa

E poi c’è il sogno più bello. Ed è quello che sta cullando Maya Wueg, la prima donna a entrare ufficialmente nell’Academy del Cavallino. Spiega il team principale della Scuderia Mattia Binotto: «È un momento fondamentale nella storia della Scude- ria Ferrari e della sua Academy, la FDA, nata nel 2009 per forgiare i futuri piloti di Formula 1 della nostra squadra. Grazie al- la partnership con la FIA nel programma “Girls on Track – Rising Stars” per la prima volta entrerà a far parte della Ferrari Driver Academy una pilota, Maya Weug, che nel corso del 2021 avrà modo di crescere insieme a noi e di cimentarsi in una delle serie dell’“F.4 Championship Certified by FIA”, il primo passo del percorso nelle competizioni per monoposto che porta fino alla Formula 1». Certo la strada è lunga e tutta principalmente in salita ma è indubbio che si tratta di una svolta, all’interno di una prima volta importante, carica di tantissimi significati e nuo- ve prospettive.

Fiorano caput mundi

Quando questo numero di Autosprint arriva in edicola, la pista di Fiorano si sarà già presa tutta la scena. Da lunedì a venerdì sul circuito iniziato a costruire esattamente 50 anni fa e che in sette mesi fu completato a tempo di record, saranno ben 7 i piloti a scendere in pista. Ma è ovvio che tutti i riflettori saranno puntati verso l’indimenticabile prima volta per Carlos Sainz. Per lo spagnolo, che sarà in abitacolo mercoledì 27 e nella mattinata del giorno seguente, si tratterà dell’esordio assoluto al volante di una Ferrari. La monoposto sarà, come già da tempo annunciato, una SF71H del 2018, la stessa vettura già impiegata dalla Scuderia negli ultimi test sulle due piste di casa: al Mugello il 22 e 23 giugno del 2020 – quando a guidare in preparazione della ripartenza del campionato dopo il lockdown furono Charles Leclerc e Sebastian Vettel – e il 30 settembre, quando in pista a Fiorano andò in scena il test del progetto #RoadToF1 e ad alternarsi al volante furono i tre piloti della Ferrari Driver Academy Robert Shwartzman, Callum Ilott e Mick Schumacher. Sainz avrà dunque modo di avere una prima presa di contatto con le procedure della squadra e inizierà a lavorare con il team di ingegneri che lo seguirà nel corso della stagione. Carlos è già molto presente a Maranello. Conosce perfettamente la storia del motorsport e quella della Ferrari: chissà quale emozione gli attraverserà la schiena al momento di calarsi nell’abitacolo e affrontare le pieghe di quel circuito dove i meccanici un tempo dividevano i piloti buoni dai cacciavite. Un momento particolare della sua carriera, una pagina indimenticabile perché correre con una Rossa in F.1 è il sogno di ogni pilota. Ma in pista a Fiorano si rivedrà anche Charles Leclerc. Messo alle spalle il Covid, il monegasco si rimetterà alla guida a 44 giorni dall’ultimo Gran Premio della scorsa stagione, disputato il 13 dicembre sul circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi.

Derby Emiliano a Daytona

Infine due parole anche sulla 24 Ore di Daytona che terrà banco nel prossimo fine settimana, all’interno della quale Ferrari e Lamborghini vanno a caccia del bersaglio grosso nelle due categorie che caratterizzano il GT. Un bel derby emiliano nella gara-icona statunitense che apre la stagione di un’endurance in piena fase transitoria, in attesa dei nuovi mostri del futuro.