Con i riflettori puntati addosso, monopolizzando il palcoscenico delle corse, la Ferrari s’è presa tutta la scena. Una settimana colorata di Rosso Passione quella appena trascorsa, la pista di decollo per un futuro che sa di quel bel passato dal quale trarre forza, determinazione e coraggio. Dall’atteso annuncio del rientro nell’endurance con una Hypercar che punta senza mezzi termini alla vittoria con una vettura da assoluto pronta a schierarsi al via dal 2023, alla presentazione in grande stile della squadra che prenderà parte al Mondiale di F.1.

Materiale in abbondanza per riaccendere una passione che al popolo della Rossa e agli amanti del motorsport non fa difetto. Ci voleva questa scarica di adrenalina, parole e sguardi rivolti a un futuro dentro a un presente che serve da laboratorio e rampa di rilancio. La nuova discesa in campo nel mondo dell’Endurance è un ritorno alle origini dentro al Dna del Cavallino. È l’inizio di una nuova avvincente sfida sul lascito di un passato che non è mai veramente passato. Il mito della Scuderia che torna da grandissima protagonista sul palcoscenico delle gare-icona dell’endurance con la 24 Ore di Le Mans ad evocare sogni e ricordi trionfali.

L’uscita allo scoperto di Maranello è un chiaro segnale che si piazza nel solco della tradizione snodandosi tra passato, presente e soprattutto futuro. A fare da suggestivo anello di congiunzione all’interno dell’universo Ferrari le parole di Charles Leclerc: "Amo Le Mans! Sono sempre stato un grande fan della 24 Ore, e se si presenterà l’opportunità di poterla disputare, sarò ben felice di coglierla. Al momento il mio obiettivo principale è la Formula Uno, ma se arriva una chance, perché no?".

Il monegasco e il suo nuovo compagno Carlos Sainz si sono presentati ai propri tifosi senza promettere la luna, ma chiarendo di tenere il piede ben premuto sull’accelatore perché è proprio col Cavallino che vogliono scrivere le loro pagine più belle, nella loro vita da piloti. Una Ferrari in jeans quella con Charles e Carlos che piace e intriga. Due bei volti per regalare nuovi sorrisi al Cavallino. Magari già a partire dal 2021 anche se l’obiettivo è chiaro: non vedremo una Rossa da titolo iridato, ma intenzionata a cogliere al volo l’occasione che si farà propizia e che nell’arco di una stagione prima o poi arriva, in attesa del 2022 e di una rivoluzione regolamentare attesa da tutti come la manna dal cielo. Ora non resta che attendere un altro evento clou. Ovvero il momento in cui cadranno i veli sulla SF21 che il prossimo 10 marzo in pista a Sakhir si mostrerà al mondo, poco prima dell’inizio della prima sessione stagionale di test collettivi.

Sempre nei nostri cuori

Sono già passati diversi giorni da quando Fiammetta La Guidara è volata in cielo e non riesco ancora a trovare una ragione e a mettere insieme le parole. Ho stampato in testa il suo sorriso, non scorderò mai il suo entusiasmo e me lo porterò dietro per sempre perché è stato un grandissimo insegnamento. Con Autosprint, Fiammetta ha collaborato per tante stagioni. Sempre col sorriso sulle labbra, grande professionalità e una passione oltre ogni confine. Ha amato il suo mestiere con tutta se stessa.

Fare la giornalista è stato il sogno che ha animato le sue giornate, spese a scrivere di auto e moto, di corse e belle storie da raccontare. Giocava sempre d’anticipo: una valanga di proposte. E se c’era una montagna da scalare lei era pronta a partire per conquistarne la cima, bruciata dal sacro fuoco delle competizioni e di un mestiere che ogni giorno offre spunti per imparare anche all’interno delle numerose metamorfosi che sta vivendo. Fiammetta che aveva iniziato prestissimo a scrivere, che andava fiera dei suoi articoli scritti su Topolino da ragazzina, ha saputo interpretare la professione con determinazionee animo gentile.

Scriveva, commentava, bucava il video. La voglia di raccontare e la curiosità ad animarla ogni giorno, sette giorni su sette e se necessario 24 ore su 24. Mai una volta ho sentito dirgli: "Andrea, sono stanca". Era un vulcano sempre in eruzione quando si trattava del suo lavoro. Si era portata dietro il computer anche l’altro giorno in ospedale. "Lo sai comesono fatta…", aveva detto all’amico-collega direttore di Motosprint Federico Porrozzi. Poche ore dopo un dramma inspiegabile dentro una notte maledetta. Fiammetta è volata in cielo, lasciandoci tutti attoniti, tutti a caccia di un perché la vita debba essere così crudele.

Ti abbiamo voluto bene cara, dolce, Fiammetta. Il tuo spirito aleggerà sempre al nostro fianco ogni volta che ci sarà da valicare l’ordinario delle difficoltà. Per sempre nei nostri cuori.