Tra l’Emilia e la Romagna dove si invoca che il Mondiale di Formula Uno torni alla sacralità del posto fisso, scopo nuovo duraturo matrimonio con un Circus che su piste come questa può davvero edificare un futuro con un copione finalmente esaltante, va in scena un duello destinato a rimanere nella storia.

A Imola il duello ruota a ruota sotto la pioggia tra Lewis Hamilton e Max Verstappen si lancia in una nuova dimensione e segna l’inizio di un faccia a faccia tra il sette volte campione del mondo e l’impaziente olandese. In quelle monoposto che si appiccicano c’è l’avvio di una sfida attesa da tempo.

Battuto per la prima volta dal compagno di squadra in qualifica dopo ben 31 Gp, Verstappen non ha tremato. Ma all’uppercut che ha ricevuto al sabato, una bella sberla per uno come lui, ha risposto come un demonio il giorno successivo piombando al comando al via dopo un corpo a corpo con Hamilton. Con la pioggia a fare da variabile impazzita nelle battute iniziali si è assistito a uno show incredibile. Lo spot più bello per il circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari che in condizioni limite diventa palcoscenico dove non tutti riescono a recitare.

Ma è anche musica leggera, anzi leggerissima, per questo Mondiale di F.1 bello e appassionante anche se guarda troppo ai centimetri vanificando prestazioni di sostanza. L’unica certezza, almeno per ora, è che lassù dove la Regina Mercedes ha avuto una sorta di usufrutto c’è una Red Bull con le valige in mano, pronta a rimettere piede, dopo lungo tempo d’attesa, nell’attico della classifica.

Lo dice la storia dei primi due round del Mondiale 2021 e lo illustra ancor meglio la classifica con Hamilton distanziato di una sola lunghezza da Verstappen nella corsa al titolo piloti e il vantaggio della Stella sul Toro nel Costruttori è solo di sette punti. Insomma di scontato finora c’è stato molto poco. Non è scontata neanche la crescita della Ferrari, quarta e quinta con Leclerc e Sainz all’interno di una gara nella quale la SF21 ha lanciato bei segnali.

Certo manca ancora il grande lampo.

Ma per questo a Maranello si stanno attrezzando sperando magari in Gp sorprendenti come quello di Imola dal quale il Cavallino ha tratto il massimo sognando un podio solo accarrezzato, ma negato alle Rosse dalla McLaren vera iradiddio tra la Rivazza e la Tosa. Norris è stato il grande protagonista del week end del Gp dell’Emilia Romagna. Una prestazione tosta la sua e un messaggio chiaro per i suoi avversari, in primis i due ferraristi.

Lui è uno tosto e la sua asticella delle prestazioni cresce sempre di più. Nella corsa alla caccia del terzo posto nel Mondiale Costruttori da parte della Ferrari, le qualità dell’inglese aggiungono ancora più pepe a questa sfida nella sfida, dentro a un campionato che si è riscoperto avvincente. Tutto questo anche grazie a Imola e a quella pista che è rimasta anche troppo fuori dal Mondiale e alla quale ora sarebbe bello venisse garantita una bella porzione di futuro.

Perché se un circuito come quello in riva al Santerno non ha un Gp il primo a perderci è il Mondiale di F.1...

Questi sono anche i giorni del ricordo di Michele Alboreto. Esattamente venti anni fa, in un tragico 25 aprile del 2001, al Lausitzring se ne andava un campione del mondo nell’essere uomo. Il titolo iridato l’aveva solo sfiorato in un comunque indimenticabile 1985 chiuso dietro ad Alain Prost.

Ma oltre ai risultati sportivi è rimasto un ricordo costante perché lui non se ne è mai andato dai cuori di chi l’ha conosciuto e spesso ammirato.

A Michele Alboreto abbiamo voluto dedicare il prossimo numero di Autosprint Gold Collection. È una straordinaria biografia sul campione milanese e un meraviglio- so viaggio in un’epoca capace di produrre quantità industriali di passione