Michele Alboreto aveva tanti sorrisi: di soddisfazione, ironici, sarcastici, beffardi. Sulle pagine di Autosprint ne sono rimasti impressi a non finire: è il suo lascito più bello al settimanale della Conti Editore e ai suoi lettori. Dalla fine degli Anni Settanta fino ai giorni nostri, è presenza costante, prima come protagonista poi si trasforma in una straordinaria memoria da custodire con cura e dolcezza. Il suo nome non ha mai lasciato Autosprint. A 20 anni dalla sua scomparsa, oltre una maledetta tragedia del 25 aprile 2001, è ancora vivissimo il suo ricordo. Una frustata secca e i brividi lungo la schiena per quel dramma che si era appena consumato in Germania. Il conseguente silenzio di piombo che calò in redazione nel vedere la copertina listata a lutto che raccontava la tragedia di Michele al Lausitszring.

 

Da più di quarant’anni è presenza fissa. Il suo nome inizia a comparire sulle nostre pagine alla fine degli Anni 70. È davvero un crescendo. Spettacolare l’affresco che Antonio De Giusti gli dedica sul numero 48 del 1980, mentre si celebra la vittoria del milanese nel campionato di Euro F3. A fine anno ai Caschi d’Oro nel tripudio del palazzo dello sport di Bologna riceve la statuetta assieme a Jones e Piquet. I volti sorridenti di Michele e di Riccardo Patrese spuntano accanto alla testata del numero 29 del 1981 mentre in cover giganteggia la Lancia con la quale trionfano al Glen e regalano il titolo iridato alla casa torinese nell’endurance.

 

Un viaggio tra le copertine di As a lui dedicate che è soprattutto il racconto di un’ascesa costante, di un’asticella che ogni anno si alza di qualche tacca, mentre Michele regala solo sorrisi. Il sorriso di un uomo felice. Tra le tante copertine che siamo andati a sfogliare, ne abbiamo scelta una molto significativa. È quella di Michele ancora in tuta biancoverde nel suo primo giorno da ferrarista. È la cover di Autosprint n° 52 del 1983 con il suo saluto ai lettori. La giornata è storica. Dopo anni in cui la Rossa sembrava proibita per un italiano la storia cambiava il suo corso. E questo milanese nato il 23 dicembre del 1956 approdava a Maranello, ultimo italiano scelto per correre su una Rossa da Enzo Ferrari. 

Michele Alboreto è un simbolo di Autosprint e di quel mondo delle corse che generava passione autentica. Solo lui e Patrese, tra gli italiani eredi di Farina e Ascari, sono arrivati a un passo dal mondiale piazzandosi secondi. Ma questo Autosprint Gold Collection è davvero speciale perché narra la storia di un campione del mondo nell’essere uomo.